Blythe bambolina stilosa

13 febbraio 2006

Nata nel lontano 1972 in Giappone, paese dei cartoon e dei toys più bizzarri, Blythe Doll è da sempre l’anti-Barbie per eccellenza.
Alta circa 12 pollici, presenta un corpicino per niente voluttuoso come quello della super sexy bambola americana, ma in quanto a simpatia e stile non c’è proprio competizione. La testona gigante e sproporzionata rispetto al resto del corpo la rende buffa ed irresistibile e gli occhioni (che cambiano colore grazie ad una cordicella posta sotto la nuca) ispirano tanta tenerezza ma anche vivacità.
Blythe però è anche contraddistinta da uno stile non indifferente, ogni versione ha infatti un taglio e un colore di capelli alla moda, abiti colorati che riproducono quelli reali in miniatura ed una serie di accessori con i quali sbizzarrirsi per creare ogni volta un look nuovo ed originale.
Per queste ragioni alcuni stilisti, come D&G, Galliano e Versace, hanno scelto di divertirsi a disegnare per lei modelli suggestivi ed assolutamente trendy, che la rendono ancor più una vera icona della moda in miniatura.
I modelli vintage, ormai vere rarità, vengono venduti su Internet a prezzi che sfiorano addirittura i duemila euro e i prezzi medi per aggiudicarsi una nuova versione si aggirano attorno agli ottanta euro, può sembrare una follia ma provate a dare un’occhiata a qualche piccola Blythe e non potrete resistere!

Cara, vecchia TV…

9 febbraio 2006

Forse non scrivo nulla di nuovo, ma da qualche tempo la nostra TV di stato offre la possibilità di vedere in streaming via web un’ampia rassegna di titoli, provenienti sia dall’archivio sia dalla programmazione corrente delle tre reti Rai.
Tra i programmi disponibili, c’è anche “Lezioni di design“, un piccolo gioiello di trasmissione, che andava in onda qualche anno fa e che vinse anche il Compasso d’Oro nell’edizione 2001. Online sono disponibili 15 puntate di questo primo (e unico) esempio di trasmissione televisiva dedicata alla divulgazione dei principi concettuali del design, e per chi volesse approfondire ulteriormente c’è anche un sito dedicato (e mai più aggiornato da allora) con interviste, immagini, testimonianze e indicazioni bibliografiche.

Borse prestate o… rubate

7 febbraio 2006

Dovete andare ad una cerimonia speciale ma non volete spendere centinaia di euro per un abito che probabilmente non indosserete mai più?
Niente paura, da oggi potrete prendere in prestito abiti di alta moda a prezzi molto accessibili e potrete concedervi qualche sfizio veramente interessante. Anche i più fidelizzati all’abbigliamento casual potranno cimentarsi con la Haute Couture senza doversi sentire in colpa per aver speso uno sproposito e potranno sfoggiare uno stile sempre impeccabile senza dover riciclare l’abito dell’anno prima.
A questo proposito, la compagnia inglese “One night stand”, fondata qualche mese fa da Johanna Doniger, dispone di un magazzino di oltre 500 vestiti e ogni anno il 25 % dello stock viene rinnovato con le proposte della nuova stagione.
I prezzi del noleggio sono molto vantaggiosi e si aggirano intorno ai 250 euro per tenere l’abito quattro giorni.
Un settore dove questo fenomeno è in crescita è quello degli accessori, ad esempio, il sito “Bag borrow or steal” fornisce agli abbonati la possibilità di disporre di borse cult per un intero mese e di cambiare borsa ogni mese senza doversi per forza indebitare.
Inoltre, allo scadere del periodo di noleggio, gli abbonati possono decidere se restituire la borsa o “rubarla” ad un prezzo molto vantaggioso rispetto a quello originale. Se non potete permettervi una griffata a prezzo intero, abbandonate i falsi comprati in strada e concedetevi questa piccola soddisfazione.

Krumpers contro 50 Cent

6 febbraio 2006

Qualcuno cominciava a pensare che fosse sparito, ma il visionario fotografo David LaChapelle, è molto attivo soprattutto come regista. Dopo aver girato diversi videoclips, si è cimentato nella realizzazione di un documentario hit che farà di certo parlare.
Tutto nasce dall’incontro con la cultura “Krump” che nel film “Rize” di LaChapelle fa trasparire la filosofia di vita e di danza di questa interessante subcultura. Il loro motto è: “Remember first God, rap, love, peace and unity”, ma scordatevi rappers dalla taglia imponente tutti griffati ed ingioiellati, perchè i krumpers propongono un modello molto diverso da quello promosso su Mtv.
I krumpers esibiscono la “real life” più underground del South Central di Los Angeles, senza discriminazione razziale nei confronti dei bianchi, o sessuale, nei confronti di splendide ragazze rappresentate mentre smenano i loro “booties” davanti ai capo-gangster. Lo stesso LaChapelle, contraddistinto da uno stile patinato, immaginifico, ultrafashion, utilizza qui uno stile molto reale ed autentico, registra tutto giorno per giorno e da una sola telecamera. Il look scelto dai krumpers è finemente curato e le scelte vengono effettuate sempre alla luce di una valenza etica e funzionale: la danza tra hip hop e tribale, il rap dai suoni duri ma dai testi positivi e mai offensivi, il look costituito da un “underground street style” che torna alle origini, limitando bijoux o esagerazioni pacchiane.
Mentre si esibiscono in movimenti marziali, con i volti dipinti, i baggy jeans, i baseball caps e le magliette bianche oversize, mostrano un grande senso di appartenenza alla loro cultura e alle loro origini, e hanno ben poco a che vedere con le gangs, la violenza ed il razzismo.

Vetro di lusso …in gioielleria

5 febbraio 2006

I famosi e spettacolari vetri di Murano da oggi potranno essere acquistati anche in gioielleria come tutti i prodotti di lusso Made in Italy che si rispettino.
In particolare, le splendide collane in vetro di Murano di Demajo rappresentano perfettamente il fenomeno in forte ascesa dei gioielli e bijoux che rendono il “lusso accessibile” senza tradire la tradizione e guardando anche al futuro che èfatto di ricerca e sperimentazione.
Il vetro di Murano, in questo caso, viene lavorato in modo particolare e trasformato in un’ltra materia che non èproprio riconoscibile come vetro e non ha, quindi, la sua solita connotazione. Allo stesso tempo, però la tecnica utilizzata richiama quella della lavorazione tipica muranese ma fornisce dettagli di design veramente inediti.

PretaportArt

4 febbraio 2006

Ebbene si, avete letto proprio bene, non si tratta di prêt-à-porter ma di arte pronta per essere portata. Nato dalla mente creativa di due donne, sottolineiamo, il progetto PretaportArt unisce moda, arte e design e si basa sul concetto fondamentale della sperimentazione creativa.
«L’arte è un’esperienza da indossare: da questa premessa, chiara e essenziale, nasce il nostro progetto» spiegano Simonetta De Brumatti e Giuliana Laurita, le due creatrici. Il progetto è interessante perchè unisce ispirazione artistica e manifattura artigianale e da vita a pezzi unici ed assolutamente originali. Gli abiti si presentano con forme geometriche elementari e tutti i tessuti sono assolutamente naturali.
“Tutte le scelte sono dettate dalla volontà di sollecitare l’estro fuori da ogni restrizione“ spiegano “I pezzi della collezione sono in taglia unica, concepiti e forgiati per arricchire, completare e vestire”. In attesa di vederli sfilare in passerella non vi resta che dare un’occhiata.

Kiaràn e il rilancio della canapa

2 febbraio 2006

Anche se ultimamente leggi proibizioniste ne scoraggiano l’uso, la canapa non è poi così dannosa e per alcuni utilizzi alternativi può rivelarsi veramente “stupefacente”. Ma lasciando da parte scontati e banali giochi di parole, è interessante il caso del brand Kiaràn che, rispolverando un vecchio esemplare di Cabas, ha realizzato una borsa utilizzando un tessuto di canapa e yak unito alla pelle naturale. Il “Cabas” era la borsa che le donne francesi utilizzavano, a inizio secolo, per fare la spesa. La borsa di Kiaràn ripropone il modello originale ma con dei particolari inediti, tra cui, il legno che sostiene i manici, il Kià crystal e il fiore di loto che impreziosiscono la collezione. Inoltre, l’inserimento delle pietre, fonti di energia pura, oltre ad abbellire con un decoro marcano la filosofia di base che anima la collezione e che consiste nel concetto di armonia e benessere, con l’impiego di materiali naturali e per niente dannosi.