Daniela, la Vespa in legno
30 gennaio 2009
Per tutti gli amanti della Vespa ecco “Daniela“. Il celebre progetto di Corradino D’Ascanio è stato riprodotto in legno dalla carpenteria Carlos Alberto. E’ sorprendente come il modello, realmente funzionante, sia realizzato interamente il legno: manopole, sella, leve dei freni, tutti perfettamente riprodotti con legno di colori e venature accuratamente studiati per esaltarne le forme.
Sarebbe bello poter farci un giro, anche se il timore di rovinare la carrozzeria è un rischio che mi preoccuperebbe non poco.
Graffiti tridimensionali
29 gennaio 2009

Non so che idea abbiate voi riguardo ai graffiti e alla scena internazionale dei writers; io credo che, soprattutto negli ultimi anni, quest’arte stia dando vita ad interessanti sviluppi e alla nascita di nuove forme di comunicazione. I graffiti in braille di The Blind o quelli virtuali di Daim ne sono un esempio.
Ma anche in Italia si stanno sviluppando scenari da tenere in considerazione, tra tutti le sculture-graffiti di Peeta.
Una serie di sculture volumetriche che rappresentano quello i nostri occhi generalmente vedono bidimensionalmente sui muri delle nostre città.
Queste splendide opere d’arte ci fanno capire come dietro alle illustrazioni “astratte” dei writer si nasconda spesso una profonda conoscenza delle tre dimensioni e delle volumetrie.
tags: braille, graffiti, sculture, street-art, virtuale, writers
Le divertenti posate di Pott Podio
29 gennaio 2009
Sono state presentate al Macef 09, si tratta di un set di posate dalle forme sicuramente originali, pensate per aperitivi e per abbellire le presentazioni della tavola.
Amuse Bouche, di Pott Podio,non rispettano le comuni regole di ergonomia e non risultano, almeno al primo impatto, di facile utilizzo, ma che siano originali e diverse lo dobbiamo ammettere.
Non sono certa della loro utilità , se l’intento è incuriosire e dare un tocco di arte alle nostre tavole, questo probabilmente è un traguardo raggiunto.
Ma le posate, in origine, non servivano per mangiare?
(via atcasa.corriere.it)
Le confluenze di Philippe Nigro
28 gennaio 2009
Le speciali sedute sono state presentate a Colonia 09, realizzate dal designer Philippe Nigro sono la sintesi, a mio avviso, dell’abbraccio continuo.
Diverse poltroncine sono abbinabili e gestibili dall’acquirente, la cosa interessante è che si adattano e coinvolgono unendo un complemento all’altro per realizzare l’oggetto finale.
L’era della personalizzazione singola è iniziata, inoltre i colori sono molto vivaci e giocano sul contrasto tono su tono.
L’idea è talmente semplice da risultare geniale.
(via dezeen.com)
tags: colonia 09, confluenze Philippe Nigro, poltrone, poltrone abbraccio, sedute
Underwork – recensione
27 gennaio 2009
Underwork. Sul palco dell’Astra tre figure sedute, sguardo fisso, annoiato, sembrano quelle persone che si incontrano ai colloqui di lavoro, che aspettano, aspettano, aspettano. E poi tre galline. Proprio così, tre galline vere, sul palco, che appaiono un po’ spaesate, intimorite, ma forse neanche poi così tanto…
Riflettono bene il senso recondito di Underwork, piéce messa in atto dai Babilonia Teatri, una sorta di sospensione alterata di un tempo di mezzo in cui i giovani, in particolare quelli del nord-est, se stanno a mollo in vasche annaspando tragicamente nel vortice dell’incertezza, ma allo stesso tempo fanno anche l’idromassaggio, stappano bottiglie di champagne, si scolano cocktail di tutti i tipi e puntano a “stare a galla”.
Il precariato certo è una piaga sociale tanto proclamata, quanto sentita e rimbalzata dai media in faccia ai trentenni di oggi, ma a pensarci bene non è poi così un dramma, potrebbe esserci di peggio.
Il ritmo usato per sottolineare la ridondanza del tema è ben veicolata da soliloqui portati avanti a tre voci in cui vengono sciorinate parole a fiumi, sottolineati luoghi comuni, delineati stereotipi, riportate alla mente figure del passato, programmi, canzoni, prodotti degli anni ‘80, gli anni in cui è stata svezzata la generazione dei precari di oggi. Colpa della Coca Cola? Colpa di colpo grosso? Colpa della società del consumo a tutti i costi? Chissà.
Underwork non giudica, non trae conclusioni, non propone soluzioni, ma racconta, in modo divertito e disincantato, un punto di vista tra i mille possibili. E in fondo cosa c’è da spiegare quando nulla ha più alcun senso?
Il tappeto vegetale Moss Carpet di La Chanh Nguyen
27 gennaio 2009
Qual è una delle peculiarità dei tappeti che utilizziamo nei pressi delle docce o delle vasche da bagno? Quella di bagnarsi e di rimanere umidi per diverso tempo.
E’ da questa osservazione che il designer svizzero La Chanh Nguyen ha avuto lo spunto per realizzare Moss Carpet.
Il particolare tappeto è realizzato in modo che al suo interno si sviluppi una piccola vegetazione, principalmente muschi che si alimentano quando, uscendo dalla doccia, capita di gocciolare sul tappeto.
Un progetto divertente che riesce a convertire un gesto involontario in un’operazione che spesso ci dimentichiamo di compiere: annaffiare le piante.
(via Core77)
tags: bagno, design-svizzero, eco-design, tappeti, young designer
“Les as du Musette” allo spazio XYZ
23 gennaio 2009
Già qualche tempo fa vi avevamo parlato dello spazio XYZ a Treviso e oggi, 23 gennaio, inaugura la seconda esposizione: “Les as du Musette”, curata da Fabrizio Urettini.
Dodici ritratti serigrafati dei grandi fisarmonicisti francesi degli anni ‘20 e ‘30, firmati dal fumettista underground americano Robert Crumb.
Un’interessante esposizione che rimarrà aperta fino al 1 febbriaio.
tags: design, fumetti, grafica, illustrazioni, spazio espositivo, Treviso
Underwork – Babilonia Teatri
22 gennaio 2009
Underwork, pièce presentata dagli emergenti Babilonia Teatri già pluripremiati per Made in Italy, inaugura un nuovo ciclo di appuntamenti nell’ambito della rassegna Gusti Astrali.
Sabato 24 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Astra di Vicenza va in scena una modernissima orazione, un bombardamento verbale che in brevissimo tempo investe il pubblico, lo scuote e porta la sua attenzione su un tema caldissimo di questi tempi: l’innominabile, scabroso, ormai fin troppo radicato e anche un po’ noioso tema del precariato lavorativo.
Chi ha tra i venti e i trent’anni sa bene di cosa si tratti e forse si è anche già stancato di sentirne parlare. In effetti il testo di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani rivela che i più giovani del nord-est non sono per niente preoccupati. Al contrario, brindano senza saperlo alla cancellazione dei propri diritti, appigliandosi alla prima, banale, distrazione per non incominciare a riflettere e a non guardarsi.
Uno spettacolo assolutamente attuale, dunque, da non perdere. Inoltre, al termine gli spettatori sono invitati a trattenersi a teatro per un INCONTRO CON GLI ARTISTI moderato da Carlo Presotto (direttore artistico de La Piccionaia – I Carrara).