Alle origini dell’arte interattiva
12 dicembre 2005
Non posso fare a meno di segnalare (considerando che nel mio piccolo anch’io ho dato il mio contributo…) la mostra “Gli ambienti del Gruppo T: Le origini dell’arte interattiva”, che si inaugurerà a Roma il 14 dicembre presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. L’esposizione, a cura di Lucilla Meloni e Mariastella Margozzi, proporrà la ricostruzione di alcuni degli ambienti del Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Davide De Vecchi, Grazia Varisco), il gruppo di arte cinetica e programmata sorto alla fine degli anni ‘50 a Milano. Il loro lavoro, che si definiva “arte di ricerca”, si ispirava a parole chiave come:
- “arte in variazione” (arte della metamorfosi),
- “arte cinetica” (arte del movimento),
- “arte programmata” (arte progettata, pianificata, coreografata) ma anche e soprattutto,
- “arte d’ambiente” (un’arte immersiva, dove il corpo dello spettatore è circondato dalle forme e dagli effetti in trasformazione) e
- “arte partecipata” (un’arte alla cui formazione partecipa lo spettatore che non è più passivo fruitore ma attore)
- “opera aperta”, per dirla con Umberto Eco, (un’arte interattiva e ipertestuale, dove lo spettatore è “quasi autore”).
Il Gruppo T realizza ambienti “immersivi e interattivi” che creano uno spazio attivo, mobile, provvisorio, legato al comportamento del fruitore, chiamato a vivere un’esperienza polisensoriale che investe tutto il suo essere e non solo la vista o il tatto. Per l’occasione saranno ricostruiti dieci ambienti realizzati tra il 1960 e il 1974, che vi vado ad elencare: Grande oggetto pneumatico. Ambiente a volume variabile (1960), esposto nella mostra d’esordio del Gruppo, Miriorama 1 alla Galleria Pater di Milano, Spazio + linee luce + spettatori (Boriani, 1964), Ambiente a shock luminosi (Anceschi, 1964), Ambiente per un test di estetica sperimentale (Anceschi e Boriani, 1965), Strutturazione a parametri virtuali (De Vecchi, 1967), Spazio Elastico (Colombo, 1967), la Camera stroboscopica 3 (Boriani, 1967), Dilatazione spazio-temporale di un percorso (Varisco, 1969), la Camera distorta abitabile (Boriani, De Vecchi 1970), Ambiente cronostatico (Boriani e De Vecchi, 1974).
Inoltre saranno in mostra sei opere per ciascun autore.
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