65 VESTITO
12 luglio 2007
65 VESTITO
(di Arturo Negro, Progetto Standard Teatro, Musiche di Gruppo Zoe, e Dj Francois, Fotoinstallazioni Michele Ricchetti)
Ci sono delle barriere insormontabili tra le persone e le vite. Barriere quasi trasparenti. E’ per questo che immaginare che qualcuno, da qualche parte, appoggi dita leggere sugli accordi di una chitarra e abbia tempo di immaginare proprio te è lecito. Necessario.
Non come è scritto sul giornale. Non ancora. Servirebbe probabilmente trovare il modo di farlo capire a tutti. Ad un mondo mattutino di mani che prendono il quotidiano e lasciano cadere i centesimi. Tutte mani diverse, con la loro vita scritta sopra.Sciocco e inevitabile pensare che chi ha delle belle mani abbia anche un’anima bella. Ma, in tutto questo, solo chi vende i giornali non li legge. Però sa.
Com’è il freddo della metropolitana e la nostalgia di qualcosa che non si conosce ancora ma di cui si sente l’odore, in trasparenza. Una radio che balla sulle cattive notizie e una televisione che confonde professionalmente il senso comune e quello delle cose. E poi com’è il filo sottile, alcolico, furbo e disperato su cui cammina l’attore a ore. Potrebbe essere quello che vuole, ma è solo quello che vuoi. Se paghi. Trasparente come le barriere su cui fa l’equilibrista diventa oggetto, situazione, persone. Anche uno che non hai mai visto, non ti è stato descritto e non vedrai mai? Come no, cara, per 30 sterline.
Peccato che, come nella vita, anche a teatro arriva la resa dei conti. Passa l’ora, l’attore torna trasparente, si squarcia il velo e non cambia niente. Se non, forse, quello che hai sempre immaginato. Silenzioso, però. Magro. Diverso e così riconoscibile non si era mai mosso e non aveva mai chiamato. Ma alla fine parla,e la sua voce non si può dimenticare.
Così è chi vive di illusioni. Chi ne muore. Chi, come il gatto e la volpe ci guadagna sopra. E un sacco di altra gente che le scorge e le assapora in trasparenza, seduta nel buio. E perfino quando smette di applaudire rimane convinta che lo spettacolo, davvero, non sia finito.
Il PROGETTOSTANDARD opera nella zona di Bologna e provincia. Nasce dal desiderio di standardizzare, cioè rendere comuni e ripetibili in modo da poter essere dati a tutti fenomeni non standardizzabili come un abbraccio, il teatro o alcune esperienze di gioco con l’infanzia. Per questo si serve di attori a cui è richiesto solo di non aver paura di svelare la loro umanià attraverso lo spettacolo, per questo organizza laboratori e lavora per avvicinare più persone possibile a questa chance espressiva.
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13 luglio 2007 alle 20:06
ho visto lo spettacolo al festival dei popoli, mi è piaciuto mollto, mi piacerebbe rivederlo presto, ci sono altre date?
15 luglio 2007 alle 11:23
mi informo e te lo faccio sapere al più presto!
16 luglio 2007 alle 11:38
sono rimasta affascinata dal flyer dell’evento, e lo spettacolo non mi ha deluso! anzi volevo fare i complimenti alla compagnia anche per i costumi…veramente originali. fatemi sapere se ci saranno altre date.
24 luglio 2007 alle 16:14
Lo spettacolo e’stato bellissimo e vorrei rivederlo ancora.Ci sono altre date?a partire dalla regia seguendo con il lavoro degli attori tutto mi e’ piaciuto!!!persone semplici che regalano cose straordinarie…..mitici!!!
24 luglio 2007 alle 16:24
Per me, che sono un dj, mi ha fatto piacere mettermi in discussione in questo tipo di lavoro ed e’ stata un’esperienza davvero unica!Continuo a darvi il mio supporto aspettando la prossima data.
29 luglio 2007 alle 03:00
prossime date in sicilia.
si spera.
eppoi
si spera ancora.
se avete amici che hanno voglia, noi siamo in emilia tutto inverno.
vogliamo girare.
ci piace.
m.i.
1 agosto 2007 alle 08:29
non sono riuscito a capire in cosa consiste lo spettacolo!! e mi sono incuriosito. in cosa consiste?
1 dicembre 2007 alle 02:34
vale scrivere un commento 4 mesi dopo una richiesta? se sì ci provo, anche se adoro la recensione di Stefania. Lei coglie aspetti che abbiamo preparato, senza averne discusso ed altre emozioni che noi stessi abbiamo trovato nel portare in scena questo piccolo lavoro.
Lo spettacolo è il tentativo di sondare in un’atto unico quei limiti che ognuno ha. Siano questi geografici o storici, imposti dal contesto in cui si vive o dalla natura (come il proprio peso corporeo… ad esempio 65 kili vestito).
Per scoprire che probabilmente questi limiti non sono verdetti inoppugnabili che condannano ma realtà da comprendere.
Magari uno incontra un’attore a ore che gli vende ciò che cerca e che gli sembra irraggiungibile ma magari questa non è una soluzione, e se uno come in teatro, avesse la possibilità di togliersi il costume e abbattere le scene per liberarsi dal dramma?
Mi sa che se uno vuole farsi un’idea lo spettacolo lo deve vedere. Le prossime date sono previste in spagna però questa e la nostra mail per sapere di nuovi spettacoli. progettostandard@gmail.com