Non so che idea abbiate voi riguardo ai graffiti e alla scena internazionale dei writers; io credo che, soprattutto negli ultimi anni, quest’arte stia dando vita ad interessanti sviluppi e alla nascita di nuove forme di comunicazione. I graffiti in braille di The Blind o quelli virtuali di Daim ne sono un esempio.
Ma anche in Italia si stanno sviluppando scenari da tenere in considerazione, tra tutti le sculture-graffiti di Peeta.
Una serie di sculture volumetriche che rappresentano quello i nostri occhi generalmente vedono bidimensionalmente sui muri delle nostre città.
Queste splendide opere d’arte ci fanno capire come dietro alle illustrazioni “astratte” dei writer si nasconda spesso una profonda conoscenza delle tre dimensioni e delle volumetrie.