Può far piacere sapere che inaugura domani alla galleria Prometeo di Milano la prima mostra personale dell’artista guatemalteca Regina Josè Galindo, Leone d’Oro come migliore artista sotto i 35 anni all’ultima e ormai passata Biennale veneziana. Sconsigliata ai facilmente impressionabili: alla Biennale era presente con un’opera in cui si assisteva alla ricostruzione plastica del suo imene e con un video in cui, dopo aver immerso i piedi in catino pieno di sangue, camminava in strada lasciando delle tracce insanguinate per terra. La sua presenza in Biennale è stata completata da una performance dove Regina Josè Galindo si frusta dentro una cabina nella quale lo spettatore non può entrare, udendo così dall’esterno solamente le gride e le sofferenze causate dal dolore. Lo so che lascia un po’ perplessi…