Un paio di anni fa sono incappata, quasi per caso, in una personale di Robert Gligorov e devo dire che le sue opere mi hanno davvero molto colpita per il loro impatto disturbante, scandoloso e a tratti addirittura sconvolgente.
Passavo dal suggestivo borgo di Certaldo e proprio in quel luogo così magico e dal sapore medievale si teneva una mostra dell’artista e fotografo macedone (anche se ormai da diversi anni vive a Milano).
Ma il lavoro di Gligorov procede inarrestato e nei suoi scatti più recenti l’artista arriva ad usare il suo corpo come superficie ideale con cui esprimere metamorfosi improbabili ma di forte impatto visivo: con esse mira a tenere viva l’attenzione del pubblico per più di 30 secondi e parola mia, ci riesce benissimo.
I materiali utilizzati per realizzare le sculture viventi sono tra i più disparati come buccia d’arancia, pelle di pollo o elementi vegetali, animali o minerali: l’artista si ricopre fino ad assurgere egli stesso a scultura vivente. E poi si fotografa, valicando e rendendo invisibile, in modo magistrale, il confine tra realtà e finzione. Date uno sguardo al suo portfolio perchè è davvero interessante…
(via artsblog)