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Quando si è a Londra una capatina alla Tate Modern è d’obbligo, e così eccoci alla volta del famoso museo d’arte rapiti dall’opera di Doris Salcedo dall’evocativo titolo “Shibboleth”.
L’intero corridoio (quello che dall’entrata accompagna i visitatori fino alle scale che consentono di accedere agli altri piani) è letteralmente fatturato in due parti: la spaccatura (potete vedere una foto andando su “continua”) è lunga diversi metri e simboleggia il razzismo che caratterizza le società contemporanee e tiene le persone spesso separate.

Ma all’interno della Tate sono in scena anche altre mostre: Turner, Allen Jones, William Blake e poi una serie di giovani e promettenti artisti.
E dopo aver fatto una bella dose di arte è possibile fare incetta di oggetti molto interessanti nello shop della Tate: in particolare ho trovato deliziosi i gioielli realizzati da Tatty Devine (come la collana “Untitled” che vedete in foto) o le mugs “Pantone” che sono comunque onnipresenti in tutti i concept stores della capitale britannica.

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