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	<title>Coscablog &#187; cinema</title>
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	<description>coscablog è un blog lanciato nel novembre 2005 da cosca design. Vogliamo offrire ai lettori una panoramica, per quanto possibile imparziale, sul mondo del design, della moda, dell'arte e del cinema. Speriamdo di essere sempre esaurienti e di riuscire a tenervi informati su mode e nuove tendenze, vi auguriamo buona lettura. - Luca Casarotto, Pietro Costa, Marta Terenzani e Stefania Semenzato</description>
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		<title>Monoskop/log</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Se cercate dei libri che parlano di design, fotografia, nuove tecnologie e molto altro, allora vi consigliamo Monoskop/log il portale dove si possono scaricare interessanti libri su questi argomenti.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.coscablog.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/2647.jpg&amp;w=200&amp;h=0&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Se cercate dei libri che parlano di design, fotografia, nuove tecnologie e molto altro, allora vi consigliamo Monoskop/log il portale dove si possono scaricare interessanti libri su questi argomenti.</p>
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		<title>Loft 21 Associazione Culturale</title>
		<link>http://www.coscablog.it/design/loft-21-associazione-culturale/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coscablog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E&#8217; sempre un piacere segnalare nuove realtà come LOFT21, un&#8217;associazione culturale aperta lo scorso mese a Milano.
Lo spazio sito in via Padova 21, zona Nord di Milano, nasce dall’esigenza di dar vita a degli spazi in cui promuovere attività ed iniziative che favoriscano l’aggregazione sociale, la promozione della cultura e della libera informazione.
Nel giro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2010/02/loft21.jpg" alt="" title="loft21" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-2417" /></p>
<p>E&#8217; sempre un piacere segnalare nuove realtà come <a href="http://www.loft21.org" target="_blank">LOFT21</a>, un&#8217;associazione culturale aperta lo scorso mese a Milano.<br />
Lo spazio sito in via Padova 21, zona Nord di Milano, nasce dall’esigenza di dar vita a degli spazi in cui promuovere attività ed iniziative che favoriscano l’aggregazione sociale, la promozione della cultura e della libera informazione.<br />
Nel giro di pochissime settimane i ragazzi di LOFT21 hanno già organizzato la mostra &#8220;I quaderni del bauhaus&#8221;, una rassegna cinematografica e un concorso di fotografia, chiaro segnale della volontà di offrire sempre nuovi stimoli e idee alla città di Milano (e non solo).</p>
<p>Da venerdì 12 febbraio partirà proprio la rassegna cinematografica &#8220;Sguardi dalla Città&#8221;, durante la quale verranno proiettati documentari, film e cortometraggi di registi milanesi che attraverso il proprio lavoro hanno girato e montato la città di Milano, ottenendone un&#8217;acuta riflessione sul significato che assume oggi l&#8217;abitare in una metropoli italiana.<br />
A contornare la rassegna cinematografica, una mostra fotografica in cui saranno esposti scatti d’autore che ritraggono Milano negli spazi aperti, nell’architettura e nel paesaggio.<br />
Trovate tutte le info e i programmi di LOFT21 <a href="http://www.loft21.org" target="_blank">qui</a> e <a href="http://loft21milano.splinder.com" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Il Mercato del Design &#8211; le foto dell&#8217;evento</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 18:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coscablog</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come vi avevamo già anticipato, il 6 Settembre 2008 in quel di Bassano si è svolta l&#8217;Adunata del Contemporaneo, grande evento della creatività a 360° e battesimo di Innovetion Valley, che ha previsto anche un Mercato del Design dedicato ai giovani talenti italiani.
Nonostante le condizione un po&#8217; avverse, sul Ponte degli Alpini di Bassano del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_221.jpg" alt="" title="mercato_design_221" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1502" /></p>
<p>Come vi avevamo già anticipato, il 6 Settembre 2008 in quel di Bassano si è svolta <a href="http://www.fuoribiennale.org/2007/progetto.asp?menu=progetto&amp;IDnews=143&amp;LAN=ITA" target="_blank">l&#8217;Adunata del Contemporaneo</a>, grande evento della creatività a 360° e battesimo di <a href="http://www.innovetionvalley.com/" target="_blank">Innovetion Valley</a>, che ha previsto anche un <a href="http://www.coscablog.it/design/mercato-del-design-a-bassano-il-meglio-della-creativita-italiana-giovane/" target="_blank">Mercato del Design</a> dedicato ai giovani talenti italiani.<br />
Nonostante le condizione un po&#8217; avverse, sul Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa e nello spazio davanti a Palazzo Bonauguro si è tenuta un&#8217;esposizione davvero variegata di prodotti che andavano dall&#8217;industrial, al fashion, agli accessori, il tutto condito da proposte espositive originali e coinvolgenti.<br />
E all&#8217;entusiamo dei designer partecipanti, che hanno letteralmente sfidato le intemperie, si è aggiunto il grande interesse dimostrato dai passanti (davvero molto numerosi) che hanno fatto domande, osservato, provato e anche acquistato.<br />
Noi che per ragioni organizzative facevamo da spola dal ponte al palazzo abbiamo avuto modo di sentire i commenti entusiastici e i complimenti dei visitatori, ma la frase più bella che abbiamo avuto modo di sentire è stata: &#8220;Finalmente una bella ventata di nuova creatività, veramente, viva i giovani!&#8221;.<br />
Obiettivo raggiunto!<br />
<span id="more-1484"></span><br />
<img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/anatomic02.jpg" alt="" title="anatomic02" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1491" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/bonura.jpg" alt="" title="bonura" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-1493" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/dalesio_santoro_03.jpg" alt="" title="dalesio_santoro_03" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-1494" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_015.jpg" alt="" title="mercato_design_015" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1495" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_02.jpg" alt="" title="mercato_design_02" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1496" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_03.jpg" alt="" title="mercato_design_03" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1497" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_04.jpg" alt="" title="mercato_design_04" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1498" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_05.jpg" alt="" title="mercato_design_05" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1499" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_07.jpg" alt="" title="mercato_design_07" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1500" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_09.jpg" alt="" title="mercato_design_09" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1501" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_10.jpg" alt="" title="mercato_design_10" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1503" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_12.jpg" alt="" title="mercato_design_12" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1504" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_14.jpg" alt="" title="mercato_design_14" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1505" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_17.jpg" alt="" title="mercato_design_17" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1506" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_18.jpg" alt="" title="mercato_design_18" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1507" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/mercato_design_26.jpg" alt="" title="mercato_design_26" width="450" height="338" class="alignnone size-full wp-image-1508" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/phidelioadunata_09.jpg" alt="" title="phidelioadunata_09" width="450" height="346" class="alignnone size-full wp-image-1509" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/resign.jpg" alt="" title="resign" width="450" height="301" class="alignnone size-full wp-image-1510" /></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/09/sovrappensiero.jpg" alt="" title="sovrappensiero" width="450" height="300" class="alignnone size-full wp-image-1511" /></p>
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		<title>&#8220;Build a Wall&#8221; di Christian Lessing</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 15:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quando ho visto il progetto del giovane designer tedesco Christian Lessing mi è venuto un po&#8217; da sorridere, ma poi, pensandoci bene, devo ammettere che ha tutte le carte in regola per sortire un sicuro successo. &#8220;Build a Wall&#8221; è composto da una serie di piccoli pezzi di legno che si possono appoggiare o fissare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/07/christianlessing1.jpg"></p>
<p>Quando ho visto il progetto del giovane designer tedesco <a href="http://www.christianlessing.de/" target="_blank">Christian Lessing</a> mi è venuto un po&#8217; da sorridere, ma poi, pensandoci bene, devo ammettere che ha tutte le carte in regola per sortire un sicuro successo. &#8220;Build a Wall&#8221; è composto da una serie di piccoli pezzi di legno che si possono appoggiare o fissare al muro per dare l&#8217;effetto delle classiche cataste di legna. L&#8217;idea non è affatto male, considerando che la cosa può diventare un rilassante passatempo e che, sempre se non si fissano gli elementi al muro, il tutto può essere riposto in una scatola in qualunque momento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Flux Odissey, un omaggio di Al &amp; Jo a Stanley Kubrick</title>
		<link>http://www.coscablog.it/design/flux-odissey-un-omaggio-di-al-jo-a-stanley-kubrick/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 12:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Flux Odyssey, progetto dello studio Al &#38; Jo, è un vero e proprio tributo al genio di Stanley Kubrick e in particolare al suo capolavoro &#8220;2001 Odissea nello spazio&#8221;.
Il film ha influenzato notevolmente anche il design degli anni &#8216;70 e lo scenario estetico delineato ha ispirato gli arredamenti di molte abitazioni dell&#8217;epoca.
Così, Flux Odyssey vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="450" src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/06/flux_odissey1.jpg" alt="flux_odissey" height="297" class="imageframe" /></p>
<p>Flux Odyssey, progetto dello studio <a target="_blank" href="http://www.alandjo.biz/">Al &amp; Jo</a>, è un vero e proprio tributo al genio di Stanley Kubrick e in particolare al suo capolavoro &#8220;2001 Odissea nello spazio&#8221;.<br />
Il film ha influenzato notevolmente anche il design degli anni &#8216;70 e lo scenario estetico delineato ha ispirato gli arredamenti di molte abitazioni dell&#8217;epoca.<br />
Così, Flux Odyssey vuole rendere omaggio ad un&#8217;opera così importante e si presenta come un mobile contenitore, caratterizzato da una scaffalatura centrale chiusa e da due aperte sui lati.<br />
Nella parte frontale è presente una glassa che racchiude, lasciandole affiorare, immagini tratte dall&#8217;opera di Kubrick e la tecnica pittorica impiegata ha creato rilievi e avvallamenti in infinite sfumature di viola che mutano a contatto con la luce.<br />
Insomma, un complemento d&#8217;arredo lucidissimo, materico e imponente nelle dimensioni che diviene protagonista d&#8217;eccezione nell&#8217;ambiente che lo circonda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinestesia approda a Mestre &#8211; sabato, 1 marzo</title>
		<link>http://www.coscablog.it/cinema/cinestesia-approda-a-mestre-sabato-1-marzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[
Se volete trascorrere una serata davvero alternativa non perdetevi Cinestesia, la rassegna di cinema muto accompagnato da musica dal vivo.
Dopo il successo sortito sul palco di SpazioMusica di Pavia, l&#8217;evento approda anche a Mestre e andrà in scena sabato 1° marzo, ore 21.00, presso l&#8217;Auditorium del Centro Culturale Candiani.
Protagonisti (oltre ai film muti, ovviamente) saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="450" height="376"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IllA4lP-uEY"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/IllA4lP-uEY" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="450" height="376"></embed></object></p>
<p>Se volete trascorrere una serata davvero alternativa non perdetevi <a target="_blank" href="http://www.myspace.com/bluesforce">Cinestesia</a>, la rassegna di cinema muto accompagnato da musica dal vivo.<br />
Dopo il successo sortito sul palco di SpazioMusica di Pavia, l&#8217;evento approda anche a Mestre e andrà in scena sabato 1° marzo, ore 21.00, presso l&#8217;Auditorium del Centro Culturale Candiani.<br />
Protagonisti (oltre ai film muti, ovviamente) saranno i musicisti del collettivo <a target="_blank" href="http://www.myspace.com/bluesforce">bluEsForCe</a> che improvviseranno in diretta sulle immagini della pellicola Lulù &#8211; Il vaso di Pandora di Pabst. (Grazie allo <a target="_blank" href="http://www.zioburp.net">Zio Burp</a> per la segnalazione!)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Heath Ledger</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 13:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[heath-ledger]]></category>

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		<description><![CDATA[Dissociandomi del tutto da celebrazioni o condanne, ecco una panoramica dei film in cui compare Heath Ledger, attore che, al di là di ogni considerazione ha avuto il merito di essere eclettico nelle sue interpretazioni e coraggioso nei suoi ruoli. Come un attore deve essere.

I segreti di Brokeback Mountain (U.S.A. 2005, Ang Lee) 
Ennis del Mar, silenzioso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dissociandomi del tutto da celebrazioni o condanne, ecco una panoramica dei film in cui compare Heath Ledger, attore che, al di là di ogni considerazione ha avuto il merito di essere eclettico nelle sue interpretazioni e coraggioso nei suoi ruoli. Come un attore deve essere.</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/brokeback_mountain.jpg" alt="brokeback_mountain" /></p>
<p><strong>I segreti di Brokeback Mountain</strong> (U.S.A. 2005, Ang Lee) <br />
Ennis del Mar, silenzioso e solitario si trova  a condividere il duro lavoro di un intero inverno con un altro cow boy. Quella che inizialmente non è nemmeno amicizia diventerà, malgrado loro stessi, amore. Chi è il loro datore di lavoro per giudicare? Chi sono le loro mogli per farlo? Chi nella società può decidere cosa è peccato e cosa non lo sia? Eppure tutti sentenziano, e decidono. Condannano, forse. O semplicemente si limitano a non capire. Ang Lee lancia il sasso e non nasconde la mano. Il film è un po’ lento e melodrammatico, a tratti esagerato. Ma ha il merito di una fotografia stupenda e di un bacio che, a mio parere, è uno dei più belli della storia del cinema. </p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/im_not_there.jpg" alt="im_not_there" /></p>
<p><strong>Io non sono qui</strong> (U.S.A. 2006, Todd Heynes) <br />
Sei personaggi in cerca di autore? Sì. Ognuno di loro rappresenta un aspetto della vita molteplice e versatile del grande autore Bob Dylan. C’è musica, c’è movimento, c’è un montaggio perfetto: finora è l&#8217;unico film sulla sua biografia ad aver ottenuto l&#8217;approvazione dell&#8217;icona della cultura pop. Haynes ha sviscerato alcuni aspetti della gelosa vita privata di Bob Dylan e li ha messi in scena, con abilità girando ogni storia in maniera diversa, adatta al tema. Un po’ confuso, a dire la verità. Ma da non perdere. Ledger interpreta Robbie, un seducente attore sregolato, che si gode la sua gioventù senza freni.<span id="more-1146"></span></p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/brothers_grimm.jpg" alt="brothers_grimm" /></p>
<p><strong>I fratelli Grimm e l&#8217;incantevole strega</strong><br />
(Repubblica Ceca e U.S.A. , 2005, Terry Gilliam) Come dire che la magia arriva solo se non te la aspetti: ai due truffatori Will e  Jack, che attraversano la Francia di Napoleone truffando i contadini, capiterà proprio così. Le finte formule magiche e gli esorcismi non serviranno contro i mostri veri. Così anche gli scettici dovranno rendersi conto che la magia esiste. Ed è una delle poche cose veramente sicure. Una splendida ed incapace Bellucci si misurerà con gli scaltri Ledger e Damon, che risultano, tutto sommato, piuttosto divertenti.</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/knight_tale.jpg" alt="knight_tale" /></p>
<p><strong>Il destino di un cavaliere</strong> (U.S.A. 2001, Brian Helgeland)<br />
Il giovane scudiero Ledger prende il posto del suo padrone, morto inaspettatamente, e costruisce la sua fortuna solo con la volontà. Tendiamo a ricordarci questo film non memorabile, leggerino e allegro, più per la prima parte e per la divertente interpretazione di Paul Bettany nel ruolo di un Chaucer in versione squattrinata e schiava del gioco d’azzardo. Ma l’autoironia di Ledger, che solo l’anno prima aveva interpretato il Caporale Gabriel Martin ne <em>Il patriota</em> di Mel Gibson, è decisamente apprezzabile.<br />
Anche perché l’anno successivo eccolo di nuovo, protagonista complesso ma sempre in costume, de <em>Le quattro piume</em> (U.S.A) di Shekhar Kapur.</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/casanova.jpg" alt="casanova" /></p>
<p><strong>Casanova</strong> ( U.S.A. 2005, Lasse Hallström)<br />
Heath Ledger è convincente nella parte del libertino italiano più famoso al mondo. Ancora una volta il film non è memorabile, ma ci ricordiamo dell’attore, che al fianco del suo alter ego Jeremy Irons interpreta una filosofia di vita epicurea, giovane e selvaggia che lo rende affascinante. Almeno finchè non lo mette a fare i conti con l’amore.</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/paradiso_inferno.jpg" alt="paradiso_inferno" /></p>
<p>Ledger è il fidanzato che non piace ai genitori anche in <strong>Paradiso + Inferno</strong> (USA 2005, Neil Armfield). Confondendo il piacere e l’amore, il cattivo ragazzo finisce col redimersi solo al prezzo di “sporcare” Candy, la bella innamorata di lui. (…che però se la cava, e che con un nome così qualche sfiga se la meritava…)</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2008/02/dark_knight.jpg" alt="dark_knight" /></p>
<p><strong>The dark knight</strong> (U.S.A, 2008 Christopher Nolan)<br />
L’ultima interpretazione di Heath Ledger per quanto schiacciata da illustre antenato, non passerà inosservata. Pochi nella vita possono dire di aver affrontato Batman. E di chiamarsi Joker.</p>
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		<title>Marco Tullio Giordana e il &#8220;meglio cinema&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 16:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il merito maggiore del cinema è sapere incastrare lo spirito del suo tempo. Rifletterlo e modellarlo. Catturarlo e restituirlo alla realtà, in modo che lo spettatore si riconosca nella cultura che ha prodotto il film e continui a modificarla dando al cinema altro da raccontare. Quando non riesce a tradurre il suo tempo in immagini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/12/meglio_gioventu.jpg" alt="meglio_gioventu" /></p>
<p>Il merito maggiore del cinema è sapere incastrare lo spirito del suo tempo. Rifletterlo e modellarlo. Catturarlo e restituirlo alla realtà, in modo che lo spettatore si riconosca nella cultura che ha prodotto il film e continui a modificarla dando al cinema altro da raccontare. Quando non riesce a tradurre il suo tempo in immagini il cinema fallisce? Per me sì. Per questo dedico uno spazio al tempo che il cinema è riuscito invece ad incastrare attraverso la macchina da presa di autori a volte conosciuti, a volte meno. Ma sempre in grado di lasciarci opere dedicate a dipingere un’epoca.</p>
<p><span id="more-1057"></span>Marco Tullio Giordana nasce a Milano, il 1 ottobre 1950. Studia Lettere e Filosofia, ma abbandona la facoltà per dedicarsi alla pittura, finendo poi per accostarsi al Cinema. Giordana è reduce da intense esperienze politiche vissute nel corso degli anni Sessanta e questo fil rouge si snoda attraverso tutti i suoi film. Nel suo debutto <em>Maledetti vi amerò</em> (1979) che vince il Festival di Locarno, il regista presenta la generazione del ’68 sospesa tra terrorismo ed illusione, per poi raccontare i terroristi de <em>La caduta degli angeli ribelli</em> (1981). Il bellissimo <em>I cento passi</em> (2000) consacra Luigi Lo Cascio nel ruolo di Peppino Impastato, capace di trasgredire alla dominazione mafiosa, e viene premiato a Venezia. Ma è il 2003 che vede impegnato Giordana nella regia di un film per la televisione, (poi rubato al piccolo schermo dal cinema) sceneggiato da Sandro Petraglia e Stefano Rulli. <em>La meglio gioventù</em> – titolo di una raccolta di poesie friulane di Pasolini, ma anche di una vecchia canzone degli alpini- è l’istantanea di una generazione contraddittoria, sognatrice, ingenua, violenta e inopportuna, però mai rassegnata. Una generazione che, a suo modo, coi suoi mezzi, ha cercato di cambiare il mondo.</p>
<p>Il meglio che abbiamo: Nicola, Matteo, Giovanna e Francesca Carati. E poi Giorgia, Mirella, Giulia e Carlo. Il bellissimo Alessio Boni non è capace di mettere insieme tre parole senza scattare e insultare il suo prossimo, si innamora praticamente solo una malata psichiatrica, passa la vita completamente solo in cerca di regole ma senza saperle rispettare e respinge tutti, soprattutto quelli che gli vogliono bene. E la sera di Capodanno si ammazza, dopo essersi reso conto di non saper chiedere scusa e aver dato da bere alle pianticelle sul terrazzo. Matteo, uno straordinario Lo Cascio pensa che tutto sia bellissimo e che la vita vada vissuta amandone ogni attimo, pulendone lo sporco e non arrendendosi mai. Diventa il medico che tutti vorrebbero avere e raccoglie i pezzi della sua famiglia, di volta in volta. Non riesce ad intrappolare le persone che ama nel suo amore e le lascia tutte uscire dalla stessa porta, una per volta, incontro al loro terribile destino. Nicola lo guarda prima di tornarsene sul suo terrazzo. Giulia anche, prima di imboccare la strada segnata dalle Brigate Rosse. La pianista bionda, madre della figlia di Matteo e suo grande amore, segue l’idealismo violento e terroristico del suo tempo, e passa lunghi anni in galera. Le sorelle Carati, una magistrato negli anni di piombo e una moglie di un ostaggio terroristico, o vivono la vita a metà delle donne costrette a fare un lavoro da uomini come Giovanna, o quella tremenda di chi ha sposato un coraggioso. Pronto a morire se serve. Ma in questa gioventù c’è soprattutto Giorgia. Matta. Bella. Con quella capacità di esasperare e di capire che hanno solo i disturbati. E’ lei il detonatore dell’esplosione nei cuori dei due fratelli. E Mirella, il suo alter ego paziente, è quella che in tempi diversi, restituisce loro la pace.<br />
Ci sono anche i figli di questa meglio gioventù che alla fine del film comincia ad avere i capelli grigi. Chissà cosa hanno imparato, si chiede Giordana.</p>
<p>Lungo, spesso contemplativo. Poco d’azione e molto di reazione, come insegna la migliore cinematografia italiana. Molte parole, spesso inutili, prima di arrivare al punto. E il punto potrebbe essere nelle parole di Giulia <em>Non lo faccio perché non sono abbastanza brava. E siccome non si può essere un po’ bravi, non lo faccio</em>. O in quelle di Matteo <em>Era la mia idea di libertà. Pensavo che ognuno avesse diritto di vivere come voleva. Ma che libertà è morire?</em> Poi però la psicotica, squilibrata Giorgia mette un disco nel juke box e guarda in macchina. Ecco il punto.</p>
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		<title>Come tu mi vuoi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 11:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cristiana-Capotondi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come tu mi vuoi (Italia, 2007)
di Volfango De Biasi, con Cristiana Capotondi, Nicolas Vaporidis, Giulia Steigerwalt, Elisa Di Eusanio, Paola Carleo, Paola Roberti
Consiglio per ricchi rampanti pronti a partire per Ibiza, preferibilmente somari e svogliati : il modo migliore di dimostrare buona volontà al genitore deluso è accettare le ripetizioni di una coetanea da trenta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/12/capotondi_vaporidis.jpg" alt="capotondi_vaporidis" /></p>
<p><strong>Come tu mi vuoi</strong> (Italia, 2007)<br />
di Volfango De Biasi, con Cristiana Capotondi, Nicolas Vaporidis, Giulia Steigerwalt, Elisa Di Eusanio, Paola Carleo, Paola Roberti</p>
<p>Consiglio per ricchi rampanti pronti a partire per Ibiza, preferibilmente somari e svogliati : il modo migliore di dimostrare buona volontà al genitore deluso è accettare le ripetizioni di una coetanea da trenta e lode. Noiosa? Non esageriamo, sotto il curriculum da ragazza per bene c’è un animo spiritoso e ironico. Brutta…beh, non proprio. Basta una rassettata ed ecco che il brutto anatroccolo diventa cigno. E che il vitellone si innamora. Dell’anatroccolo. E viceversa.<br />
Volfango De Biasi dirige la sua opera prima, seguendo la scia delle notti prima degli esami e degli svariati metri sopra il cielo. La resa di una gioventù superficiale, opulenta e viziata riesce, ma a dispetto di tutto. Onestamente sembra che il brutto anatroccolo venda la sua conoscenza e la sua anima, in cambio di una spolverata di fard sulle guance e di un master accelerato in fashion design. Un Faust modernissimo? Una pretty woman al rovescio? O un conosci te stesso lanciato al di là delle apparenze?<br />
Probabilmente niente di tutto questo. La Capotondi però non è niente male. Carina, senza pretese di divismo, senza chiasso in televisione ha fatto la sua gavetta. Ora deve solo diventare cigno.</p>
<p><em>Chi è bello fuori e chi è bello dentro? Se sei bello dentro sei anche bello fuori? O la bellezza è biunivoca, quindi contagiosa in un processo di in&amp;out? Funziona come pubblicità della Rocchetta..noi tifiamo il Napoli, tiè… Ma al cinema solleva dei dubbi.</em></p>
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		<title>Hop frog</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Nov 2007 14:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Hop frog
di Davide Rizzo con Zillor Mannan, Sarah Holland, Lilian Ritchie, Monique Hofmann
Che incontri si possono fare in una serata che ha richiesto ore davanti allo specchio prima di uscire? Amiche simpatiche e già ubriache hanno urgente bisogno di un bagno e riempiono la porta di pugni, mentre il lavandino all’interno straripa, sgocciola e inonda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="450" height="371"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0MWzl1msWV8"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/0MWzl1msWV8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="450" height="371"></embed></object></p>
<p><strong>Hop frog</strong><br />
di Davide Rizzo con Zillor Mannan, Sarah Holland, Lilian Ritchie, Monique Hofmann</p>
<p>Che incontri si possono fare in una serata che ha richiesto ore davanti allo specchio prima di uscire? Amiche simpatiche e già ubriache hanno urgente bisogno di un bagno e riempiono la porta di pugni, mentre il lavandino all’interno straripa, sgocciola e inonda. Bagna il pavimento e le scale, sporca i vestiti e non lava via l’offesa. Non ancora, per lo meno.<br />
Rizzo invita ad aprire quella porta. Non perché si ignori cosa vi sia dentro. Ma perché quel che c’è fuori potrebbe essere molto peggio.<br />
La rielaborazione della vendetta del servitore nano di Edgar Allan Poe si scompone in un montaggio perfetto ed è incalzata da una colonna sonora inquietante. Hop Frog accosta labbra rosse alla porta, rose rosse al petto e fa correre veloce il sangue. Letteralmente e metaforicamente.</p>
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		<title>Il dolce e l’amaro</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 14:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il dolce e l’amaro (Italia 2007)
di Andrea Porporati. Con Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Toni Gambino, Gaetano Bruno, Gioacchino Cappelli, Ornella Giusto, Emanuela Muni, Vincenzo Amato, Renato Carpentieri, Fabrizio Gifuni
Un uomo è per un terzo formazione. Ma per due terzi propensione. Questo, Don Gaetano sembra saperlo bene, nel momento in cui comincia a preoccuparsi dell’educazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/11/dolce_amaro.jpg" alt="dolce_amaro" /></strong></p>
<p><strong>Il dolce e l’amaro</strong> (Italia 2007)<br />
di Andrea Porporati. Con Luigi Lo Cascio, Donatella Finocchiaro, Toni Gambino, Gaetano Bruno, Gioacchino Cappelli, Ornella Giusto, Emanuela Muni, Vincenzo Amato, Renato Carpentieri, Fabrizio Gifuni</p>
<p>Un uomo è per un terzo formazione. Ma per due terzi propensione. Questo, Don Gaetano sembra saperlo bene, nel momento in cui comincia a preoccuparsi dell’educazione di Saro Scordia. Il padre del bimbo è mancato, ma per fortuna c’è un padrino ad occuparsi di lui. La gavetta è pesante, progressiva, ma costante. Perché mafiosi si nasce e non si diventa. Perché quello della mafia è un gene, non un destino. E la dimostrazione arriva o no, nel momento in cui il cucciolo diventa adulto, quando il battesimo non è più con l’acqua, ma col fuoco. Se devi uccidere qualcuno che conosci bene, devi sopportare per molto la puzza del sangue nelle narici, e l’amaro in bocca.<br />
A chi sostiene che sulla mafia non ci sia più niente da dire Porporati risponde è vero. Questo film non racconta niente sulla mafia che Coppola non avesse già narrato. Ma forse questa non è una buona ragione per smettere di sollevare l’argomento. O sì?<br />
 <br />
<em>Repetita iuvant, sed “annoiant”.  Se la criminalità organizzata evolve  perchè il cinema rimane incastrato nei cloni di Don Vito Corleone? Ma la‘ndrangheta, le organizzazioni pedofile sul web o, ancora meglio, i privilegi in certi ambienti lavorativi in cui per entrare devi avere un santo in paradiso o un padre nella dirigenza, non sono “mafie” più interessanti? In tutto questo comunque, nota di merito a Renato Carpentieri, il boss. Bravissimo.</em></p>
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		<title>Nessuna qualità agli eroi</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 11:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elio-germano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nessuna qualità agli eroi  (Italia, 2007)
di Paolo Franchi, con Elio Germano,Bruno Todeschini, Irene Jacob
Se una cosa può peggiorare lo farà. Per Bruno è sempre andata così. Di male in peggio. Figlio di un arista famoso, egoriferito e arido, passa un’infanzia trascurata, che non gli permette di raccogliere un solo ricordo che valga la pena trattenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/nessuna_qualita.jpg" alt="nessuna_qualita" /></strong></p>
<p><strong>Nessuna qualità agli eroi</strong>  (Italia, 2007)<br />
di Paolo Franchi, con Elio Germano,Bruno Todeschini, Irene Jacob</p>
<p>Se una cosa può peggiorare lo farà. Per Bruno è sempre andata così. Di male in peggio. Figlio di un arista famoso, egoriferito e arido, passa un’infanzia trascurata, che non gli permette di raccogliere un solo ricordo che valga la pena trattenere nella memoria. Cresce, si sposa, rimane con la stessa faccia compunta e triste del bambino che era. Non può avere figli. E forse è meglio; che senso ha riprodursi per ripropinare alla metà del nostro patrimonio genetico la stessa vuota mancanza di senso? Che senso ha rimettere in circolazione almeno una parte di noi? Tanto, uomini senza qualità ce ne sono anche troppi. Tutti gli altri hanno qualità pessime. Giorgio Neri, per esempio. Che finge di fare il direttore di banca, e poi è un usuraio. E Luca? Quello strano ragazzo che sa tutto di Bruno? Forse è lui quello che sistemerà le cose? La risposta è no.<br />
Franchi si inzuppa nel made in Italy più stravisto, e ci fa venire nostalgia di uomini medi più semplici e più tragici nella loro vuotaggine.  Non c’è bisogno di usura, sterilità, infanzia saccheggiata per raccontare la vita di uomini senza qualità. Alla fine basta un “<em>Sorpasso</em>” (D.Risi, Italia, 1962).</p>
<p><em>Esprimere il male di vivere signori, non è cosa da tutti. Tanto è vero che quelli che ci sono riusciti lo conoscevano bene, e forse ne sono morti. Leopardi, Sartre, ma forse anche personaggi più popolari, come Marylin Monroe, che più che ostentare il suo dolore lo schiacciava, bamboleggiando tra un Happy Birthday Mr President e una nuova sfumatura di biondo platino. Che la persona senza qualità sia un uomo medio o un’attrice stellare poco importa. Nella vita di queste persone la tragedia non proviene mai dall’esterno.</em></p>
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		<title>Per chi ha l&#8217;occhio corto</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 13:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>

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The box (USA, 2007) di Andrea Ielmini
Se non hai niente da fare almeno hai qualcosa da fare. Sei fortunato. Quasi tutti invece fanno delle cose non necessarie. Deludenti. Faticose. E mentre la strada percorsa è sempre più breve e il carico sempre più pesante, viene da pensare che una cosa è non far niente. Un’altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="450" height="371"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o1TvWtK9QPg"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/o1TvWtK9QPg" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="450" height="371"></embed></object></p>
<p><strong>The box </strong>(USA, 2007) di Andrea Ielmini</p>
<p>Se non hai niente da fare almeno hai qualcosa da fare. Sei fortunato. Quasi tutti invece fanno delle cose non necessarie. Deludenti. Faticose. E mentre la strada percorsa è sempre più breve e il carico sempre più pesante, viene da pensare che una cosa è non far niente. Un’altra è non poter fare nient’altro che prendere una decisione. Probabilmente sbagliata. Ielmini sceglie una fotografia luminosa per sintetizzare in modo lucido e inquietante la vita dell’uomo medio (e anche degli altri). Come a ribadire che, davvero, non c’è niente di nuovo sotto il sole.</p>
<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/private_life.jpg" alt="private_life" style="float: left; margin-right: 10px" /><strong>Private life </strong>(Gran Bretagna, 2006)<br />
di Abbe Robinson</p>
<p><em>Thanks God It’s Friday.</em> Questo vale per tutti quando arriva il sospirato week end. Nonostante la settimana faticosa si ritrovano nuove energie, per vestirsi, truccarsi, prendere un treno e incontrare un uomo al binario. Dopo un viaggio lungo, forse scappa pipì, forse il bagno è l’unico posto dove due amanti possono incontrarsi clandestinamente. O forse no. Ironico, ma consapevole di andare a punzecchiare un tema ipersensibile come quello dell’omosessualità, il non-tanto-corto (15’49) inglese finisce col raccontare un favola a cui sarebbe opportuno cominciare a credere.</p>
<p><object height="314" width="450"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="movie" value="http://video.tiscali.it/inc/flvPlayer_usr.swf" /><param name="FlashVars" value="vURL=http://video.tiscali.it/asx/2636.asx" /><embed src="http://video.tiscali.it/inc/flvPlayer_usr.swf" quality="high" bgcolor="#ffffff" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash" flashvars="vURL=http://video.tiscali.it/asx/2636.asx" allowFullScreen="true" height="314" width="450" /></object></p>
<p><strong>Coup de foudre</strong> (Francia, 2006) di Vincent Primault</p>
<p>Quando il cervello di un uomo comincia con le fantasie nessuno può fermarlo. Basta poco, o meglio, basta la ragazza giusta alla fermata dell’autobus…e la conversazione con l’amico impallidisce, le gambe si muovono irresistibilmente nella direzione della bella, i pensieri vanno velocissimi. Forse troppo.<br />
Il magistrale montaggio di Coup de Foudre è in grado di regalare agli spettatori un tuffo rapido in uno dei viaggi del cervello più divertenti. In cui identificarsi riesce facilissimo.</p>
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		<title>L’ora di punta</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 12:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ora di punta
di Vincenzo Marra con Fanny Ardant, Michele Lastella, Giulia Bevilacqua, Augusto Zucchi, Antonio Gerardi, Barbara Valmorin
Tutto per la carriera. Per tirare a campare, ma come si deve. Con un’etica di comportamento tutta personale, Filippo Costa obbedisce agli ordini e incamera mazzette, cammina impettito e corregge opportunamente i verbali. Ma nella guardia di Finanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/ora_di_punta.jpg" alt="ora_di_punta" style="float: left; margin-right: 10px" />L’ora di punta</strong><br />
di Vincenzo Marra con Fanny Ardant, Michele Lastella, Giulia Bevilacqua, Augusto Zucchi, Antonio Gerardi, Barbara Valmorin</p>
<p>Tutto per la carriera. Per tirare a campare, ma come si deve. Con un’etica di comportamento tutta personale, Filippo Costa obbedisce agli ordini e incamera mazzette, cammina impettito e corregge opportunamente i verbali. Ma nella guardia di Finanza non ci possono essere due galli nello stesso pollaio, così quando il corrotto comandante scopre la sua corruzione Costa non si agita troppo. Cambia giro e, senza pestare i piedi ai vecchi colleghi ma conoscendo i suoi nuovi polli, dà vita a una società, che più che Cosa Nostra, è Cosa Sua.<br />
Un’Italia che dà scandalo, tanto per cambiare, non stupendo né muovendo più nessuno. Ma non è solo per questo che al film di Marra non applaude più nessuno se non la televisione che non vede l’ora di passarlo in prima serata. In una lunga catena di delitti e di castighi su cui si glissa allegramente, si evita di pensare al perché un autore fa scivolare il suo talento nello scarico, con una musichetta deliziosa.<br />
 <br />
<em>Il suono di questa musichetta, tanto ricercata da sfiorare l’inconsistenza, è a cura di Remo Ugolinelli e Sandro Peticca, e la colpa di questo film è nostra. Che non andiamo al cinema e non diamo fiducia agli autori coraggiosi, salvo poi rimanerne delusi quando non lo sono più.</em></p>
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		<title>Scrivilo sui muri</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 07:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana-Capotondi]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivilo sui muri
di Giancarlo Scarchilli con Cristiana Capotondi, Primo Reggiani, Anna Galiena, Yvonne Sciò, Daniele De Angelis, Ludovico Fremont, Mattia Braccialarghe, Dolcenera
Sole si annoia. E’ bella e sognatrice e ha un fidanzato per bene. Ci sono tutti i presupposti per combinare dei guai quindi, soprattutto nel momento in cui viene introdotta nel mondo dei writers [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/scrivilo_sui_muri.jpg" alt="scrivilo_sui_muri" style="float: left; margin-right: 10px" />Scrivilo sui muri</strong><br />
di Giancarlo Scarchilli con Cristiana Capotondi, Primo Reggiani, Anna Galiena, Yvonne Sciò, Daniele De Angelis, Ludovico Fremont, Mattia Braccialarghe, Dolcenera</p>
<p>Sole si annoia. E’ bella e sognatrice e ha un fidanzato per bene. Ci sono tutti i presupposti per combinare dei guai quindi, soprattutto nel momento in cui viene introdotta nel mondo dei writers da un ragazzo nuovo, Pierpaolo. Naturalmente Sole si innamorerà di Alessandro, il miglior amico di Pierpaolo. Tra raid notturni, bombolette spray, e creatività “disobbediente” il rapporto tra i due amici si tende ed è messo a dura prova. Sole comincia a riprendere le azioni di un gruppo giovanile in continua lotta con il mondo degli adulti, ma senza nessuna intenzione di abbattere il muro che li separa, limitandosi a volerne solo colorare la facciata.<br />
Scarchilli attinge a piene mani dal romanzo di formazione che da Werther in poi è sempre stato fonte di identificazione per il pubblico e di gloria per gli autori. Il merito del regista sta nella forte connotazione del racconto, ancorato al territorio romano. Il punto è che i personaggi non sono approfonditi e la storia, anche se buona in embrione, si spreca e si sbrodola via via, fino a diventare inconsistente nel finale.</p>
<p><em>Non male la Capotondi, che dimostra carattere interpretativo. Male tutti gli altri che provano a camuffare dietro un accento marcato i buchi di recitazione. Nel complesso un po’ noioso, un po’ vuotino e un po’ lagnoso.</em> </p>
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		<title>Hotel Meina</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 13:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
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Hotel Meina (Italia 2007)
di Carlo Lizzani Con Federico Costantini, Benjamin Sadler, Ursula Buschhorn
Il Lago Maggiore sullo sfondo e una prigione dorata tutto intorno. L’Hotel Meina, gestito da un ebreo con passaporto turco, nel 1943 viene requisito da un plotone delle SS dopo l’armistizio dell’8 settembre. Gli ebrei presenti vengono tenuti in terribile attesa, lontani dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/hotel_meina.jpg" alt="hotel_meina" /></strong></p>
<p><strong>Hotel Meina</strong> (Italia 2007)<br />
di Carlo Lizzani Con Federico Costantini, Benjamin Sadler, Ursula Buschhorn</p>
<p>Il Lago Maggiore sullo sfondo e una prigione dorata tutto intorno. L’Hotel Meina, gestito da un ebreo con passaporto turco, nel 1943 viene requisito da un plotone delle SS dopo l’armistizio dell’8 settembre. Gli ebrei presenti vengono tenuti in terribile attesa, lontani dagli occhi di tutti. E’ cronaca di una morte annunciata, naturalmente. Non valgono i tentativi diplomatici o  quelli partigiani di salvarsi. La speranza si muove su un filo sottile, ma che tutti sanno essere irrimediabilmente spezzato. Lizzani continua la sua indagine sulla storia italiana, ma se pensiamo ad <em>Achtung! Banditi!</em> (Italia, 1951) non ci sembra opera dello stesso regista. Il film tratto dal libro di Nozza è diligente e corretto, ma in un certo senso già visto. Una per tutte la corsa dietro la camionetta che porta la moglie ebrea alla deportazione, come in una  Roma città aperta banalizzata, ci da l’impressione che l’impegno del tema non sia suffragato da una adeguata intensità di copione.</p>
<p><em>Il tema rimane sempre drammaticamente difficile da trattare senza cadere nella retorica; nonostante il risultato un po’ pallido rispetto a capolavori del genere come Kapò (Pontecorvo, Italia 1960), Schlinder’s list (Spielberg, USA 1993), o anche La vita è bella, (Benigni, Italia 1997), a Lizzani va comunque il merito di averlo affrontato.</em>        </p>
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		<title>Cinestesia: cinema + musica dal vivo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 12:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se siete appassionati di cinema ma, allo stessso tempo non disdegnate un bel concerto dal vivo, ecco un&#8217;originale manifestazione che soddisferà entrambe le vostre esigenze.
Infatti, da domani riparte Cinestesia, una rassegna di classici del cinema musicati però dal vivo dal collettivo bluEsForCE in un connubio di grande impatto.
Le proiezioni avverranno a Pavia presso SpazioMusica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/wmabuseloc1.jpg" alt="mabuse" style="float: left; margin-right: 10px;" />Se siete appassionati di cinema ma, allo stessso tempo non disdegnate un bel concerto dal vivo, ecco un&#8217;originale manifestazione che soddisferà entrambe le vostre esigenze.<br />
Infatti, da domani riparte <a target="_blank" href="http://www.spaziomusicapavia.it/">Cinestesia</a>, una rassegna di classici del cinema musicati però dal vivo dal collettivo <a target="_blank" href="http://www.spaziomusicapavia.it/">bluEsForCE</a> in un connubio di grande impatto.<br />
Le proiezioni avverranno a Pavia presso SpazioMusica che si trova in via Faruffini, 5: dalle 22.15 in poi, cinema d&#8217;avanguardia e note musicali solleticheranno i vostri sensi&#8230;<br />
Ecco il calendario completo della rassegna:</p>
<p>9 ottobre: Il dottor Mabuse: il grande giocatore – Fritz Lang (1922)<br />
13 novembre: La corazzata Potemkin – Sergei Eisenstein (1925)<br />
11 dicembre: Passione e morte di Giovanna d’Arco – Carl T. Dreyer (1928)<br />
8 gennaio: La febbre dell’oro – Charlie Chaplin (1925)<br />
12 febbraio: Aurora – Friedrich Wilhelm Murnau (1927)<br />
11 marzo: Come vinsi la guerra – Buster Keaton (1926)<br />
8 aprile: L’isola del peccato – Alfred Hitchcock (1929)<br />
13 maggio: Lulù &#8211; Il vaso di Pandora &#8211; Georg Wilhelm Pabst (1928)<br />
10 giugno: Destino – Fritz Lang (1921)</p>
<p>Accorrete numerosi!</p>
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		<title>La ragazza del lago</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 07:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria-Golino]]></category>

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		<description><![CDATA[La ragazza del lago(Italia 2006)
di Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Nello Mascia, Marco Baliani, Giulia Michelini, Valeria Golino.
La provincia è piccola e la gente mormora. Quando muore qualcuno, per definizione “…qui tutti gli volevano bene. Era un così bravo ragazzo&#8230;” Ragazza, in questo caso. Anna, che però può darsi avesse qualche ragione per essere non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/la_ragazza_del_lago.jpg" alt="la_ragazza_del_lago" style="float: left; margin-right: 10px" />La ragazza del lago</strong>(Italia 2006)<br />
di Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Nello Mascia, Marco Baliani, Giulia Michelini, Valeria Golino.</p>
<p>La provincia è piccola e la gente mormora. Quando muore qualcuno, per definizione <em>“…qui tutti gli volevano bene. Era un così bravo ragazzo&#8230;</em>” Ragazza, in questo caso. Anna, che però può darsi avesse qualche ragione per essere non diciamo grata, ma almeno contenta, di morire.<br />
Frugare nella provincia è rischioso, perchè ad un certo punto i potenziali colpevoli sono così  tanti che il commissario Sanzio fa fatica a districarsi tra i misteri silenziosi  che si specchiano nel lago. E’ il Friuli che fa da sfondo umido e luminoso ad un delitto tra i tanti, con l’unica differenza di essere venuto alla luce. Onestamente sarebbe stato meglio per la provincia continuare a nutrire i suoi segreti, ed essere lasciata in pace. E sarebbe stato meglio per gli altri non entrare, nudi, nel cuore del lago.<br />
Molaioli al debutto si addentra nei segreti della piccola borghesia italiana, e dirige sicuro la macchina da presa. Lavora sul genere e ci regala, decisamente, del buon cinema. Che, soprattutto di questi tempi, ma in generale sempre, non è affatto poco.</p>
<p><em>Un immenso Toni Servillo, e la scelta registica intelligente di far chiarezza su di lui, più che sul mistero. Così non pensiamo troppo a Laura Palmer. E abbiamo la conferma che, quando ci si mette, la profondità di indagine del cinema italiano, a ragione, è invidiata da tutto il mondo.</em></p>
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		<title>Frankenweenie in stop motion?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 10:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Tim-Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia non è ancora stata confermata (quindi non mi devo eccitare troppo), ma pare che il nostro Leone D&#8217;Oro, Tim Burton, potrebbe dirigere una nuova versione di Frankenweenie in stop motion. Per chi non lo sapesse, Frankenweenie è uno dei primi lavori realizzati da Burton, un cortometraggio che ha per protagonista un cagnolino riportato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/10/frankenweenie-posters.jpg" alt="Frankenweenie-Posters" style="float: left; margin-right: 10px" />La notizia non è ancora stata confermata (quindi non mi devo eccitare troppo), ma pare che il nostro Leone D&#8217;Oro, Tim Burton, potrebbe dirigere una nuova versione di Frankenweenie in stop motion. Per chi non lo sapesse, Frankenweenie è uno dei primi lavori realizzati da Burton, un cortometraggio che ha per protagonista un cagnolino riportato in vita dal suo padroncino con una scarica elettrica. Il cagnolino resuscitato (dall&#8217;aspetto simile ad un Frankestein perchè tutto rattoppato) inizia a spaventare tutto il vicinato che, a causa del suo pessimo aspetto, lo crederà un mostro.<br />
Happy ending con tanto di lezioncina morale sull&#8217;accettazione del diverso, fanno di questo primo corto un piccolo gioiellino nel quale si intravedono già l&#8217;enorme talento e lo stile di Burton. Incrociamo le dita&#8230;<br />
(via <a href="http://www.cineblog.it/">cineblog</a>)</p>
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		<title>Prova a volare</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 14:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefania</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo-scamarcio]]></category>

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		<description><![CDATA[Prova a volare (Italia, 2003)
di Lorenzo Cicconi Massi, con Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Antonio Catania, Ennio Fantastichini
Troppa gioventù e troppe responsabilità. Avere il fisico per sopportare, ma non la testa. Il ventre, non ancora troppo prominente, di Gloria e lo sguardo arrabbiato di Alessandro, sono solo lo specchio di due situazioni analoghe. Il corpo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.coscablog.it/articoli/2007/09/prova_a_volare.jpg" alt="prova_a_volare" style="float: left; margin-right: 10px" />Prova a volare</strong> (Italia, 2003)<br />
di Lorenzo Cicconi Massi, con Riccardo Scamarcio, Alessandra Mastronardi, Antonio Catania, Ennio Fantastichini</p>
<p>Troppa gioventù e troppe responsabilità. Avere il fisico per sopportare, ma non la testa. Il ventre, non ancora troppo prominente, di Gloria e lo sguardo arrabbiato di Alessandro, sono solo lo specchio di due situazioni analoghe. Il corpo di donna della ragazza, perfettamente in grado di procreare, è attaccato sotto  una testa di bambina, che non ce la fa a sposarsi. Le spalle larghe e solide del giovane, che potrebbero portare avanti l’azienda di famiglia, si scontrano con una testa incastrata nel sogno del cinema, ed un cuore a pezzi per la morte dei genitori.<br />
Non è fuggendo che si risolvono le cose naturalmente, spesso si complicano invece. Ed è quel che succede ai due, che inevitabilmente scappando si incontrano, si scontrano e forse imparano qualcosa per il futuro.<br />
Si fa fatica a commuoversi di fronte al film di Cicconi, e anche a pensare seriamente a temi importanti come adolescenza rinchiusa, o desiderio di emergere nonostante tutto. C’è però da fare i complimenti alla bellezza fresca della Mastronardi, alle impeccabili performances di Catania e Fantastichino e al potere magico dell’effetto-Scamarcio in grado di far resuscitare un film del 2003.</p>
<p><em>Niente di memorabile, se lo guardiamo da soli. Ma a guardarlo con uno dei nostri nonni diventa interessante. Il commento immancabile, che arriva dalla poltrona vicina, nei dialetti diversi, suona un po’ dappertutto come “ Ma questi ragazzi sono impazziti?”</em></p>
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