Centochiodi (Italia 2007)
di Ermanno Olmi, con Raz Degan, Luna Bendandi, Amina Syed, Michele Zattara

Il Professore ne ha abbastanza. Dell’università  di Bologna, delle sue studentesse che lo adorano, della filosofia delle religioni che insegna da anni e dell’ammirazione del mondo accademico per le cose che scrive. La verità  è che forse ne ha abbastanza anche di Dio. Soprattutto di Dio, che nel giorno del giudizio “dovrà  rendere conto di tutte le sue stragi”.
Invano il Monsignore, che ha consumato la vista e la vita sui libri della biblioteca, cerca di dirgli che quando si prova rabbia per Dio forse il problema non ce l’ha il divino che non riesce a capire l’uomo. Forse il problema ce l’ha l’uomo che pensa di sostituirsi a Dio. Ma la rabbia del professore ha già  inchiodato, letteralmente, i libri della biblioteca al suolo, trafiggendoli con lunghi chiodi da croce. Il Professore è giè  scappato in un luogo un po’ selvaggio e un po’ rurale, in cui la gente parla in dialetto e gli chiede di raccontare parabole. In cui il pane lo porta una commessa sempliciotta in motorino e il vino si beve con gente che non ha meno di sessant’anni. In questo luogo il sole tramonta sul Po e i sogni sono realistici, perchè chi non ha letto dei libri può solo immaginarsi la verità .

Non è male, anche se il ritorno alla terra e ai semplici del mondo è un po’ stiracchiato. Pecca di ingenuità , perchè se l’alternativa preferibile a tutto il sapere dei secoli è una ragazzetta volgare e la musica da balera, viene da pensare che il professore, più che tornare alla terra, avesse voglia di una vacanza equa e solidale.