Mio fratello è figlio unico (Italia, 2007)
di Daniele Lucchetti, con Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Diane Fleri, Alba Rohrwacher, Angela Finocchiaro, Luca Zingaretti

Come si fa a vivere nella Latina negli anni Sessanta, in mezzo alle contestazioni dei comunisti da una parte e ai ritorni fascisti dall’altra? Come si fa a decidere da che parte stare, a capire qual’è quella giusta?
Se sei un fratello minore con un gran cervello dentro una testa durissima, inflessibile con gli altri solo la metà  di quanto lo sei con te stesso, la faccenda è difficile. A complicarla c’è la fidanzata del maggiore, che col suo accento francese e le sue idee bolsceviche riesce a far tremare le fondamenta di una morale rettissima e una fede politica perseguita a lungo. Non che una famiglia povera, in cui spicca una mamma che ha votato una volta in vita, nella speranza che la sua famiglia potesse avere una casa, aiuti a capire qual’è il posto giusto dove stare.
Ma questi sono tutti problemi da niente, in confronto ad un fratello che in apparenza sembra diverso come il giorno dalla notte e nella sostanza è duro, pazzo, indiavolato e coraggioso come te. E che ti ama almeno quanto lo ami tu. Cioè alla follia.

Un controverso, nervoso, grandissimo Elio Germano e un convincente Scamarcio in una storia raccontata come si deve senza eccessi e senza sbavature. Nitido e forte, il film di Lucchetti è proprio da vedere.