Come si è visto anche nel post precedente, numerosi corti francesi si sono fatti notare. Tra gli altri ha colpito molto il divertentissimo Univers paralits, firmato dalla regia di un giovane filmaker italiano.

UNIVERS PARALITS (Francia, 2007)
di Tommaso Volpi
Attenzione a rigirarsi nel letto. Ci si può improvvisamente trovare a fare i conti con le ex fidanzate, che reclamano forni o notti d’amore, e offrono cibi in salsa chili o lezioni di yoga. Eugene ne sa qualcosa, visto che, mentre stava aspettando che la moglie uscisse dal bagno si è trovato improvvisamente catapultato nell’universo paralletto, cioè uno dei molti universi paralleli. Che però avviene nel suo letto. Quando la moglie esce dal bagno Eugene è stravolto. Ma forse il bello deve ancora venire.

SAD LISA (Francia, 2006)
di Taos Merad
Lisa si sveglia e sa che sarà una lunga giornata di attesa dietro una porta chiusa. Quello che non sa è che c’è una nuova vicina, apparentemente pronta a tutto per salvarla. Una vicina con il corpo rovinato dalle percosse e la voce indurita dal dolore. Una vicina impicciona, che entra nella sua vita, nella sua casa, la obbliga a scappare dal fidanzato violento, la convince che è meglio vivere per strada, forse. Tutto pur di allontanarla da lui. Ma il finale è buio, sul ragazzo disperato e la vicina che entra di nuovo in casa. Il boia e la vittima si riconoscono dall’odore, e forse la crudeltà crea dipendenza. O forse l’amore è crudeltà . La luce diventa una fessura, e la porta di casa si chiude di nuovo.

DIE FREISETZUNG (Austria, 2007)
di Ludwig Lockinger
La solitudine deriva dall’alienazione provocata da un lavoro come quello che Robert Zoller ha fatto per diciotto anni, oppure deriva dal vuoto che una vita senza lavoro impone all’essere umano? Un uomo alla catena di montaggio, che per anni ha gonfiato bambole si trova ad essere licenziato a causa dei tagli al personale. Ma la sua collega, quella che lavorava di fronte a lui per otto ore al giorno è rimasta. Perchè è donna? Perchè è giovane? Perchè percepisce meno denaro al mese? Zoller non ha nessuna intenzione di prendere il licenziamento con filosofia.

LE MOZART DES PICKPOCKETS (Francia, 2006)
di Philippe Pollet-Villard
Ci mancava solo un bambino. Alla vita di Philippe e Richard, che vivono compiendo piccoli furti a Barbès, mancava solo un bambino rumeno e sordo. Quindi che non parla francese, anche perchè non può sentirlo. Però c’è da dire che il ragazzino capisce quel che c’è da capire. E’ svelto. E’ insospettabile. E’ il Mozart dei borseggiatori. Esilarante, ironica e dolce solo come le commedie francesi possono essere, questo lavoro di Pollet-Villard diverte e commuove, e il tutto in 30 minuti. Un esempio di come il corto possa contenere il grande cinema.

IL NEIGE A MARRAKECH! (Svizzera, 2006)
di Hicham Alhayat
Niente vacche. Niente impianti. Niente verde. Il padre di Karim, che ha sempre desiderato andare in Svizzera a sciare non ritrova gli stereotipi che era tanto convinto di vedere. Eppure c’è tutto: la neve, la birreria con la croce bianca su sfondo rosso, la fonduta per pranzo. E c’è il figlio, da anni residente in Svizzera che morirebbe piuttosto che confessare al padre che, non avendo ricevuto il visto per farlo espatriare, ha ricreato una piccola Svizzera vicino a Marrakech. Sarebbe anche disposto a costruirgli una Tour Eiffel per convincerlo di essere in Europa. E forse è proprio questo che il padre vuole vedere!

EXAMEN (Romania, 2006)
di Paul Negoescu
E’ mattina e manca pochissimo ad un esame. Un ragazzo corre dalla fidanzata per avere una tesina scritta da riciclare come sua. Ma c’è il posacenere sporco. Il lavabo pieno di piatti, ma da una parte due bicchieri. Un messaggio nella casella di posta elettronica di lei. Troppo poco per sospettare un tradimento? L’opera prima del giovanissimo Negoescu è ottima. Il regista ha sostenuto non aver girato un film a colori per ostacoli tecnici, ma anche il b/n contribuisce alla riuscita di questo  lavoro pulito, ben girato ed efficace.

BONGO BONG (Irlanda, 2007)
di Ken Wardrop
Il paese è piccolo e la gente mormora. Quindi ognuno ha la sua opinione su di te. E se non dai spiegazioni dai adito a pettegolezzi. E se non smentisci, i pettegolezzi diventano calunnie e la calunnie verità . Ognuno ha la sua verità . Però ci sono anche delle reazioni, spesso gestuali. In questo caso semplici, coincise e adeguate. A volte un gesto vale più di mille parole.