Volevo solo dormirle addosso (Italia 2004)
di Eugenio Cappuccio con Giorgio Pasotti, Cristiana Capotondi, Eleonora Mazzoni, Carlo Freccero

E’ la formazione che ti deforma, in un certo senso. E quindi chi più deformato di un formatore aziendale stimato e benvoluto da tutti? La sfida non è da poco, naturalmente: tagliare un terzo del personale dell’azienda in poche settimane. Far andare via la gente col sorriso se possibile, se no almeno non gridando vendetta, grazie. Se ce la fai onore e gloria. Se no arrivederci amore ciao (lasciatemelo dire…). La deformazione professionale cresce esponenzialmente giorno dopo giorno, e non serve avere degli amici, una vita sociale che bussa alla porta o una fidanzata splendida come la Capotondi, niente da fare, più deformato di un Picasso nell’ultimo periodo Marco Pressi vive per arrivare al taglio numero venticinque, quello che gli permetterà  di finire la corsa. In una escalation di paranoie e brutture (una per tutte la scena del formatore seduto sul water col pc sulle ginocchia, che mangia non vi dico cosa, perchè è da vedere) il film ci fa arrivare da soli a capire il titolo. Quel “solo” non significa affatto mi interessa solo quello. Anzi.

- Non l’ho guardato perchè c’è Pasotti, e non lo reggo più dopo le sue minchiate di polizia, non l’ho guardato perchè Cappuccio chi diavolo è, e poi, soprattutto perchè è un film sui licenziamenti…ma scherziamo? -

Beh, noleggialo. E già  che ci sei dai un’occhiata anche a “Il caricatore” (Italia 1996) che è una commedia, e a “Uno su due” (Italia, 2006) che è drammatico, e in cui recita Fabio Volo. Scoprirai chi è Cappuccio: uno che sa far sorridere e sa far pensare. A volte contemporaneamente..