I giorni dell’abbandono (Italia 2004)
di Roberto Faenza con Margherita Buy, Luca Zingaretti, Goran Bregovic, Alessia Goria

Olga ha due figli ed è felicemente sposata. Però il marito non è felicemente sposato con lei, visto che si trova una fidanzatina che ha la metà  dei suoi anni.
Così Olga deve fare i conti con la disperazione, la solitudine, la competizione (che non può neanche essere considerata tale) con la bellissima amante del marito, mentre la sua età  avanza inesorabile.
Il consorte, da parte sua, fa anche lo scontroso: memorabile la scena del film in cui, pretendendo l’aiuto della moglie per riconquistare l’affetto dei figli le dice …non ti amavo più…E’ una colpa non amare? Lei dice di no, naturalmente.
Comunque c’è qualcuno, non è alla finestra di fronte ma al piano di sotto, che suona divinamente e che la ama da sempre. Secondo voi il film come finisce?

- L’ho guardato perchè è un film su qualcosa che può succedere, perchè dall’abbandono si può risalire, perchè anche se hai quarant’ anni e due figli l’amore è nascosto da qualche parte anche per te. -

Peccato che di solito il vicino di casa è un nerd ciccione e nazista. O una signorina di settantadue anni. O cinque matricole dams che fanno casino dalla mattina alla sera. 
E’ la probabilità che rende questo film una favola un po’ dorata e sciancata.
Comunque Roberto Faenza non ha solo giornate no. La giornata sì di “Sostiene Pereira” (Italia/Francia 1995) non si può dimenticare facilmente.