Per sempre (Italia ,2005)
Di Alina Marazzi

Andare a frugare nella vita delle monache di clausura poteva essere un’idea affascinante. Però la Marazzi si è fatta troppe domande e soprattutto ne ha fatte troppe alle monache. Che, giustamente,hanno risposto in maniera confusa. La fede è come il mal di pancia, l’amore e il meteo: i sintomi non sono chiari e le motivazioni sono molto complesse. Tanto è vero che l’unica monaca che parlava chiaramente, che aveva una risposta a tutto, che spiegava come fossero possibili castità , silenzio e ritiro finisce con l’andarsene. Non sappiamo che fine abbia fatto, ma i più maligni potranno sbizzarrirsi a pensane di tutti i colori e, diciamolo, la pellicola si presta alle insinuazioni.
Ci sono delle piccole perle, nel documentario. Alcune frasi lucide delle monache come “tanta gente arriva qui non perchè è in cerca di Dio ma perchè è stanca del prossimo”. Bellissima la frase della voce fuori campo che apre il documentario, splendida la semplice reticenza con cui le monache spesso non rispondono alle domande, pur parlando per interi minuti. Ma spiegare con immagini e parole il perchè una donna scelga un certo tipo di vita è una cosa di per se’ è già  abbastanza difficile. In questo caso poi, è davvero troppa roba.

(Quindi non è chiaro perchè una donna scelga di farsi monaca. Non è chiaro neanche perchè non lo faccia. Dopo aver guardato il documentario ne so quanto prima.)