Perchè NO. Per sempre
3 novembre 2006
Per sempre (Italia ,2005)
Di Alina Marazzi
Andare a frugare nella vita delle monache di clausura poteva essere un’idea affascinante. Però la Marazzi si è fatta troppe domande e soprattutto ne ha fatte troppe alle monache. Che, giustamente,hanno risposto in maniera confusa. La fede è come il mal di pancia, l’amore e il meteo: i sintomi non sono chiari e le motivazioni sono molto complesse. Tanto è vero che l’unica monaca che parlava chiaramente, che aveva una risposta a tutto, che spiegava come fossero possibili castità , silenzio e ritiro finisce con l’andarsene. Non sappiamo che fine abbia fatto, ma i più maligni potranno sbizzarrirsi a pensane di tutti i colori e, diciamolo, la pellicola si presta alle insinuazioni.
Ci sono delle piccole perle, nel documentario. Alcune frasi lucide delle monache come “tanta gente arriva qui non perchè è in cerca di Dio ma perchè è stanca del prossimo”. Bellissima la frase della voce fuori campo che apre il documentario, splendida la semplice reticenza con cui le monache spesso non rispondono alle domande, pur parlando per interi minuti. Ma spiegare con immagini e parole il perchè una donna scelga un certo tipo di vita è una cosa di per se’ è già abbastanza difficile. In questo caso poi, è davvero troppa roba.
(Quindi non è chiaro perchè una donna scelga di farsi monaca. Non è chiaro neanche perchè non lo faccia. Dopo aver guardato il documentario ne so quanto prima.)
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24 novembre 2006 alle 10:16
per capire le monache, bisogna entrare in un monastero e ascolatarle mentre pregano durante una delle loro celebrazioni quotidiane (lodi, compieta o simili). Nel silenzio già al primo ascolto si intuiscono sentimenti ed atmosfere che da fuori è difficile intuire. Non è semplice accederVi perchè le modalità dipendono da ordine ed ordine ( fra Clarisse e Benedettine c’è una differenza abissale di apertura all’esterno) però basta chiedere e tutti gli ordini ti danno la possibilità di sentire ed ascoltare.
Ciao
Graziano
24 novembre 2006 alle 14:58
la difficoltà riscontrata dalla regista, a suo dire, è stata proprio quella che le monache stesse le hanno palesato: -non so cosa volete filmare…che magiamo, ci alziamo, cucianiamo preghiamo e andiamo a dormire? sono d’accordo con te sul fatto che per capire la loro vita e la loro serenità sia necessario passare del tempo in mezzo a loro e infatti la regista lo ha fatto.però la cosa difficile è capire il perchè della loro scelta. Capire il perchè delle scelte di vita di tutti è sempre molto complesso, e nel caso delle monache lo è ancora di più proprio perchè magari ad occhi esterni la clausura e il ritiro appaiono scelte difficilissime. la ragista ha cercato di portare alla luce le motivazioni, a mio parere riuscendoci solo parzialmente. grazie per il tuo commento