Arrivederci amore, ciao (Italia,2006)
di Michele Soavi con Alessio Boni, Carlo Cecchi, Isabella Ferrari, Alina Nadelea, Michele Placido, Kai Portman

Dopo i troppi cattivi per gioco (Ocean & friends) e i cattivi per poco (The Bourne collection), i cattivi per amore (Bill e i suoi volumi) e i cattivi per terrore (Chris Wilton al suo Match Point), ecco un cattivo vero.
Che proprio se ne sbatte. Del comunismo, della rebellion, dei companeros, per cominciare. Lui in Sudamerica a far finta di essere un guerrigliere c’era andato solo per risparmiarsi la galera. Ma dopo un po’ di fango, di spagnolo raffazzonato e di coccodrilli s’era stufato e aveva preso la strada più breve per tornare a casa. Un colpo di pistola al migliore amico, la denuncia dei compagni, ed ecco un Giorgio nuovo, pronto a diventare una persona rispettabile. C’è da pestare, d’accordo, da collaborare con la corruzione, c’è da dire palle poco convincenti e frequentare gente che non accetta la carta di credito, ma si sa, volere è potere.
Però alla musica non si rinuncia, la vita è sempre segnata da una colonna sonora, e quale miglior sound delle note romantiche della Caselli ad accompagnare le tappe necessarie per guadagnarsi la rispettabilità ?
Giorgio è egoista, arrivista, opportunista. Superficiale e materiale. Cattivo.
Come dire che non serve voler distruggere Gotham City per farsi odiare dagli spettatori. Basta essere una carogna qualunque, che quasi sempre è molto peggio.

Hai un cattivo preferito?

Faccio il gioco difficilissimo del devi dirne solo tre. Salva solo tre cattivi di tutti quelli che hai visto, naturalmente passano davanti tentazioni terribili: il tremendo Freddie Kruger per esempio, ma anche il Mc Gregor di “Trainspotting” non è esattamente un bijoux. La strega di Biancaneve è mostruosa, i ragazzi de “Il Branco”, “Leather Face” di “Non aprite quella porta”, e Aaron Stampler di “Schegge di paura” mi sono altrettanto cari, insieme ad innumerevoli altri. Ma se devo proprio sceglierne tre:

“il mio preferito” è Sentenza, lo spettacolare Lee Van Cliff de “Il Buono, il Brutto e il Cattivo” (Italia 1966) di Sergio Leone. Occhio allungato, pelle bruciata dal sole, cappellaccio. Quando Sentenza fa suonare la banda chi gli è vicino le busca, ma pesantemente. Quando c’è silenzio, bisogna guardarsi intorno, perchè forse giunge veloce sentenza di morte. Per gli amici solo Sentenza.

Il secondo posto è difficilissimo. Ma dopo esitazioni e tormenti lo affido al Giudice Doom, il cartone che odia i cartoni, interpretato da Christopher Lloyd in “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” (Usa 1988) e diretto da Robert Zemeckis

Terzo Tom Ripley, freddissimo John Malkovich de “Il gioco di Ripley” (Italia, Usa, 2002) di Liliana Cavani. Non gli perdono solo la frase patetica sulla solitudine verso la fine, ma lo tengo sul podio lo stesso.