Alla mia età  bisognerebbe finirla di pensare che la vita sia un film fatto male.
Bisognerebbe smetterla di guardare film.
Ed entrarci dentro. (I.S.)

Chissà  se è questo che fanno i produttori: camminare dentro i film, scegliere da che parte uscirne, forse non uscirne mai. Però bello il mio romanticismo, più bello rendersi conto delle cose: produzione significa applicazione della logica al lavoro. Pianificare in anticipo le giornate di riprese e  contemporaneamente essere flessibili per ottimizzare il tempo, coordinare comparti di lavoro diversissimi tra di loro e creare collaborazione efficiente tra membri della troupe, attori ed esterni. Pensare al trasporto, al catering e ai materiali, ma anche risolvere problematiche legali, gestire il budget e la comunicazione. E questo non è tutto, naturalmente:produzione è organizzazione, problem solving ed efficacia.

Poi c’è la produzione indipendente. Che è tutto questo più l’urgenza di fare cinema.ELENFANT FILM

La casa di produzione indipendente di Davide Rizzo e Adam Selo è giovane e forte, conosce il valore del cortometraggio e sa che il prezzo che esso paga è quello di essere sommerso. Ma quella del corto è una realtà  importante nell’ambiente bolognese di cui entrambi i produttori hanno esperienza.

Il settimo giorno.L’abbaglio è un film di Davide Rizzo girato nel luglio 2004. Otto minuti in cui si può fermare la morte. O almeno vederla, di sfuggita, abbastanza in buona salute.

un gran film, difficile da descrivere. Ma tu cosa ne dici?
Dico che ogni volta che devo scriverne la sinossi per un concorso la cambio. E tutte le volte non mi soddisfa. Ma è un film sulla società , sulla condizione della vita delle persone. Tutti che vivono ammassati e tutti soli. E le due facce della solitudine, o due delle facce della solitudine si incontrano sullo stesso pianerottolo, alla fine del film. Ci arrivano con tempi diversi, in modi diversi, ma sono l’espressione dello stesso modo di vivere.

Macanudo, di Adam Selo: la prima produzione ElenFant è un corto atipico,una storia completa dall’inizio alla fine. Il film racconta, efficace e ruvido, il microcosmo delle scommesse.

come ti è venuta l’idea di raccontare un mondo così marginale?
Non è marginale. E’ un sottoinsieme microsociale, questo è sicuro, ma meno isolato di quel che sembra. Voglio dire, la gente delle scommesse sta bene solo quando entra in sala e punta. La scommessa è fatta per farti perdere, e lo so io che ho lavorato in un centro scommesse, ma lo sanno anche loro. E’ un piccolo mondo, in cui tutti i valori, per primo l’amicizia, non hanno valore. I soldi persi non ne hanno, non ne hanno quelli vinti. L’unica cosa che conta è la scommessa.

Come vedete il futuro della ElenFant? Qualche idea in vista?
Il fatto è che un regista ha sempre delle idee nuove. E anche delle idee vecchie che continuano a frullare per la testa. Il cinema indipendente è così, perchè non è una macchina in cui i compiti sono organizzati in comparti stagni. Cercare location, occuparsi del gruppo elettrogeno, fare la comparsa;ti può capitare di tutto. Ma questo è il bello, perchè non ti occupi solo di un pezzettino del film ma il film ti assorbe completamente. Quindi vogliamo girare un lungometraggio, ma dopo esserci messi alla prova con tutte le opportunità  e sfide in cui il cortometraggio ci può coinvolgere.

Una domanda difficile, adesso. Qual’è la vostra idea di cinema?
Adam: per me è la possibilità  di esprimersi. Potrei farlo in molti modi…c’è chi scrive, canta eccetera, ma partendo dalla necessità  di comunicare, che io sento fortissima, penso che questo sia il mezzo più potente. Il cinema è una scatola grande e trasparente che trasmette un messaggio comprensibile. A seconda di quello che vuoi dire, che nel mio caso non sono solo storie, ma spesso anche sentimenti o sensazioni, il cinema ti permette di tradurle in immagini. E a chiunque le voglia vedere, io posso dire quello che voglio.

Davide: in testa io ho l’uomo ed il suo contesto, e quando faccio un film è di quello che parlo. Non penso che farei un film non ambientato nel mio tempo: per me il cinema è quello di battaglia, in grado di intervenire in un dibattito sulla storia del mondo. Sono prove tecniche di comunicazione;dietro al cinema c’è sempre il sogno, e il mio è quello della rivoluzione in generale. Il cambiamento, che ognuno esprime con tutti i mezzi che ha.

Presto il sito della ElenFant, sarà  completamente aggiornato e grazie al lavoro del sempre accurato Daniele Rollo sarà  possibile vedere le produzioni solo cliccando sui titoli.