Tana libera tutti
di Vito Palmieri, con Eliseo Porcu, Mariagrazia Pinto, Alessandro Anella

Come dire che l’amore non è un gioco, ed è una cosa da bambini. Gli adulti sono solo piedi, mani e occhi, perchè la macchina da presa non è disposta ad alzare lo sguardo per troppo tempo. E’ concentrata sul cortile, sugli amici tutti intorno, su un sentimento ancora senza nome. E sulla solita paura e la solita voglia che ci prenda per mano.

lavorare con i bambini. Com’è?
Divertente e faticoso. Divertente perchè i bambini sono pronti a tutto, hanno una gran carica di energia ingenua e riescono a comunicare benissimo alla macchina da presa quelle cose che nella vita non cambiano mai. E’ per questo credo, che il film, incentrato unicamente sui bambini, parla con chiarezza anche al pubblico adulto Quante volte, anche da grandi, i ragazzi si trovano seduti ad una festa a guardare la ragazza più carina e spigliata, senza fare quasi niente per avvicinarla? La situazione è la stessa del cortile romano del film; ma sul viso di Emiliano i sentimenti scorrono puliti, senza filtro, e vengono regalati alla macchina da presa così come lui li prova.

però è un film.Non è vero.
Per questo è stato faticoso. Perchè io e Michele D’Attanasio, il direttore della fotografia abbiamo rubato tutta la verità  possibile: in pausa, a pranzo, nei momenti di riposo, tenevo gli occhi aperti e spiavo i volti di Emiliano e Flavia. Rubavo i loro sguardi reciproci: prima di sottecchi e poi via via più diretti. Timidi, ma allo stesso tempo attratti magneticamente. Origliavo le confidenze di Flavia alle amichette, e le domande dei maschi a Emiliano. Logico che il film si nutre di finzione: ma c’è molta più verità  di quello che si può pensare: tanto per dirne una Emiliano e Flavia, finite le riprese mi hanno chiamato dicendomi che si erano “fidanzati”!

come hai scelto i protagonisti?
La scelta è stata facile, nel senso che io li volevo proprio così. I bambini hanno meno maschere per forza di cose, quindi spesso sono esattamente come sembrano. Quando ho visto Eliseo ho capito subito che era il “mio” Emiliano: furbetto e timido, deciso e dolce. E per Flavia è stato lo stesso: bella ma non appariscente, solare e spigliata. I due hanno recitato mettendoci molto di loro stessi. Per questo ho scelto di girare in digitale: volevo avere l’opportunità  di rubare tutte le occasioni di spontaneità  a disposizione.

Questo quindi è il tuo modo di lavorare: rubare immagini dal vero che una volta montate regalano la finzione.
Dipende. Quando per esempio lavoro come aiuto regia mi comporto diversamente: precisione puntualità  e chiarezza diventano le mie priorità. Ma dietro la macchina da presa quello che mi interessa è l’autentico. Lavoro sempre in collaborazione con gli attori perchè voglio tirar fuori quello che spontaneamente mi possono dare. Tendo a evitare il “fai così, vai di là , dì così: per fare un esempio: volevo girare una scena di nascondino? Il primo giro abbiamo giocato anche noi della troupe leggera. Io voglio far vedere quel che si vede girando con la macchina da presa dentro la scena. Non davanti.

Verità  come parola d’ordine, quindi.
E collaborazione. Attori, regia e tutti i comparti direzionali come montaggio suono e gli altri devono lavorare insieme. Senza collaborazione non può esistere cinema.

Qui per vedere il film.