Se mai vi capiterà  di assistere ad un concerto del gruppo inglese The Pipettes, vi troverete di fronte a tre ragazze molto carine, vestite con abiti stile polka dot che eseguono delle coreografie perfettamente sincronizzate mentre cantano dei pezzi dal sound vagamente anni ‘50. Queste piacevoli cantanti sono le tre frontwomen di un gruppo ben nutrito (in tutto sono sette elementi) che ha sviluppato un’interessante progetto musicale.
Partendo dalla volontà  di riportare in auge il tradizionale sound di Phil Spector in una chiave, però, contemporanea, il promoter e fondatore del gruppo, Monster Bobby, ha voluto che l’immagine delle The Pipettes fosse legata ad un trio femminile dallo stile ben curato e capace di coinvolgere anche il pubblico più restio, scegliendo di non far mai apparire gli altri membri, sopratutto se maschili.
Dopo l’uscita di vari singoli, tra cui i godibilissimi “Dirty Mind”, “Your Kisses are Wasted on Me” (la mia preferita) e “Pull Shapes”, nel Luglio scorso è stato lanciato l’album di debutto “We Are The Pipettes”, che si presenta come molto orecchiabile, piacevole e un’assoluta tentazione per improvvisare balletti e coreografie.
Anche i più convinti elementi del “far tappezzeria” alle feste sono dunque avvertiti: sarà  difficile resistere alle The Pipettes.