Come i social stanno reinventando il concetto di game show
Il concetto tradizionale di game show, ovvero un programma televisivo in cui concorrenti rispondono a quesiti o partecipano a giochi davanti a un pubblico, sta vivendo una trasformazione profonda. Alla base di tale rinnovamento ci sono due fattori chiave: da un lato la diffusione dei social media, con un numero di utenti che ha ormai superato i 5 miliardi a livello globale, e la crescita dei content creator che reinterpretano questi format; dall’altro l’accessibilità universale delle nuove tecnologie che consentono di fruire giochi-quiz ovunque e in ogni momento. E proprio i social stanno reinventando il concetto di game show con i creator che spingono nell’engagement dei follower, grazie anche ad un ruolo sempre più centrale della mobile-experience.
Se prima si faceva zapping in tv per passare il tempo alla ricerca di qualcosa di interessante, oggi si scrutano sempre più spesso i contenuti dei social approfittando della funzione di scrolling degli smartphone. Non si parla solo degli ormai tipici video di Tik Tok, ma anche quando si va a selezionare un’app mobile da scaricare si passa rapidamente da app dedicate a format celebri come Chi vuol essere Milionario ad altre relative a piattaforme che contengono quiz live o magari una versione demo di Crazy Time, altro game show molto famoso soprattutto in Gran Bretagna.
Il game show classico
Il format del game show classico è stato per decenni un pilastro dell’intrattenimento televisivo: quiz in studio, concorrenti selezionati, pubblico in sala o in studio, regole ben definite, premi in palio. Esempi emblematici sono trasmissioni come “Chi vuol essere milionario?” o “La ruota della fortuna”, che hanno accompagnato generazioni di spettatori. Il fascino di questi programmi risiedeva nella suspense, nell’identificazione del pubblico con il concorrente, nella struttura rigida del gioco e nella mediazione televisiva. Tuttavia, alcune caratteristiche dei game show televisivi si sono lentamente rivelate limitanti in epoca digitale: la necessità di una programmazione fissa, la selezione dei partecipanti, la fruizione passiva da parte del pubblico. Con l’avvento di internet e dei social, è maturata l’esigenza di un formato più fluido, inclusivo e accessibile.
Il ruolo dei content creator nel cambiamento dei format
Una delle trasformazioni più rilevanti consiste nell’arrivo dei content creator (youtuber, streamer, influencer) che adottano modalità simili a quelle dei game show come quiz, sfide, premi e interazione con il pubblico, ma con linguaggio e modalità pensate per il web e i social. Ad esempio, un creator può proporre “sfide tra abbonati”, quiz live in chat, oppure format ibridi tra talk show e gioco. Pur non richiamando pienamente l’estetica dello studio televisivo, questi video incarnano lo spirito del game show: competizione, intrattenimento, partecipazione. Così facendo aumenta la partecipazione diretta del pubblico con commenti in tempo reale e votazioni live ad esempio. Ma anche con la vincita di premi simbolici o le challenge tra followers. Queste forme di intrattenimento hanno reso il “game show” un’esperienza più partecipativa, estendendo il concetto oltre i confini prettamente televisivi.
Fruizione per tutti
Oggi, la fruizione dei contenuti avviene su smartphone, tablet, computer, smart TV: la barriera dello schermo fisso è superata. In particolare, grazie alla diffusione degli smartphone e delle app mobili, il pubblico ha accesso immediato a formati che ieri richiedevano la presenza davanti al televisore. Le piattaforme social e di streaming hanno permesso di superare i limiti temporali e spaziali della tv: dirette in tempo reale, replay, interazioni asincrone. La tecnologia consente anche modalità più immersive come quiz live, giochi social in chat, premi virtuali o reali distribuiti durante eventi livestream. Il fatto che chiunque possa partecipare o guardare senza doversi sintonizzare su un canale tv in un orario preciso ha aperto nuove frontiere.
Marketing e strategia
Per chi si occupa di contenuti e social media, i format vicini ai quiz e partecipativi generano un elevato livello di engagement: commenti, condivisioni, partecipazione diretta. I brand o i creator possono sfruttare questo per amplificare la portata, alimentare community e costruire relazione attiva con il pubblico. Non è un caso che anche in Italia vari creator e personalità stanno sperimentando questo passaggio. Pur non sempre etichettati come “host di game show”, si avvicinano al modello attraverso giochi, sfide, quiz live sul proprio canale social o YouTube. Anche volti noti della televisione o dello sport/intrattenimento possono interoperare con questi formati, portando l’audience televisiva verso quella digitale. Come Fabio Caressa, il noto giornalista sportivo di Sky, che sui suoi profili social riprende vecchi giochi a quiz per rispondere a domande sullo sport. Ma ci sono anche altri creator che utilizzano ad esempio emoji per creare rebus e domande, esplorando così formati di giochi e sfide diversi. Questo fa sì che il concetto di “game show” non è più confinato a spettacoli televisivi, ma diventa un’esperienza digitale diffusa.
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